Il marchio FSC su un pannello di abete non certifica da solo il bosco. Dice che ogni azienda che ha toccato quel legno, dalla segheria al rivenditore, è stata controllata nella gestione dei propri flussi, e che il legno di partenza proviene da foreste con una gestione verificata. Sono due certificazioni diverse, che si sommano, e distinguerle è il punto da cui partire per leggere correttamente un certificato.

Gestione forestale e catena di custodia

La certificazione di gestione forestale (FM, forest management) riguarda il bosco. Un ente indipendente verifica che il proprietario gestisca la foresta secondo uno standard: tutela della biodiversità, diritti delle comunità locali, prelievi non superiori alla crescita, ripresa del bosco dopo il taglio. La certificazione di catena di custodia (CoC, chain of custody) riguarda invece le aziende che lavorano il legno dopo il taglio: segherie, produttori di pannelli e lamellare, rivenditori. Serve a garantire che il legno certificato non si mescoli con quello non certificato e che le quantità dichiarate corrispondano a quelle effettivamente entrate. Un prodotto può riportare il marchio solo se tutte le aziende della filiera hanno una CoC valida.

FSC e PEFC

I due sistemi più diffusi in Europa sono FSC (Forest Stewardship Council, nato nel 1993) e PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification, nato nel 1999). FSC ha uno standard internazionale unico, con principi e criteri uguali ovunque, adattati a livello nazionale. PEFC è invece un sistema di mutuo riconoscimento: riconosce gli schemi forestali nazionali che rispettano requisiti comuni. Su molte superfici i due sistemi si sovrappongono e i proprietari possono avere entrambe le certificazioni. Le differenze di contenuto, come i requisiti sulle aree protette, sul consenso delle comunità o sull'uso di pesticidi, sono dibattute e vanno lette sui rispettivi standard, non sulle sintesi commerciali.

Che cosa dicono le etichette

Principali dichiarazioni su un prodotto in legno
DichiarazioneChe cosa significa
FSC 100 per centotutto il legno proviene da foreste certificate FSC
FSC Mixmiscela di materiale certificato FSC, riciclato e legno controllato (non certificato ma non proveniente da fonti inaccettabili)
FSC Recycledmateriale interamente riciclato
PEFClegno certificato in una percentuale minima dichiarata dallo schema, con il resto proveniente da fonti controllate
PEFC Recycledmateriale riciclato
Le soglie percentuali e le regole di calcolo cambiano nel tempo: si verifichino sui documenti più recenti dei due schemi.

Per il progettista ha molta importanza la differenza tra 100 per cento e Mix. Un prodotto Mix contiene una quota di legno controllato che non è certificato per gestione forestale. Se il capitolato richiede legno certificato, va scritto se è accettabile il Mix o se si richiede solo materiale certificato.

Come si verifica un certificato

Il marchio stampato non basta, perché si può usare solo con licenza e per i prodotti per cui vale. Ogni azienda certificata ha un codice di certificato (per FSC anche un codice di licenza del marchio, FSC-C seguito da sei cifre) e compare in un database pubblico consultabile online, sia per FSC sia per PEFC. Si controllano tre cose: che il certificato sia valido alla data della fornitura, che includa il tipo di prodotto acquistato, e che il nome del fornitore sul documento di trasporto coincida con quello del certificato. Per forniture importanti si chiede anche la fattura con la dichiarazione di certificazione, perché è il documento che trasferisce la dichiarazione dall'azienda al cliente.

Il quadro normativo

Nell'Unione europea il Regolamento sul legno (EUTR, 995/2010) impone agli operatori che immettono legno sul mercato di verificare la legalità della provenienza. Il regolamento sulla deforestazione (UE 2023/1115), che lo sostituisce, ha introdotto obblighi più estesi di tracciabilità, e le sue date di applicazione sono state più volte modificate: se ne controlli lo stato aggiornato prima di scrivere un capitolato. In Italia i Criteri ambientali minimi per l'edilizia, richiamati dal Codice dei contratti pubblici, chiedono per i prodotti in legno una provenienza da gestione forestale sostenibile dimostrata con certificazioni di tipo FSC o PEFC, o in alternativa contenuto riciclato. Il testo in vigore va letto direttamente, perché le soglie cambiano.

Che cosa non dice un certificato

La certificazione non misura il carbonio né la distanza percorsa. Un legno certificato che arriva da migliaia di chilometri di distanza può avere un'impronta di trasporto superiore a quella di un legno locale non certificato ma di provenienza nota e tracciabile. Non dice nulla sulle colle, sui trattamenti e sull'energia usata nella lavorazione. È un controllo sulla gestione del bosco e sulla tracciabilità, utile, ma da affiancare ad altri dati, come le dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD), per giudicare un materiale.

«Il marchio dice che qualcuno ha controllato. Il progettista deve ancora chiedere che cosa, dove e fino a che punto.» Sara Conti