La chiesa lignea di Borgund, in Norvegia, è in piedi da circa otto secoli. Il legno è pino, non tra i più durabili, ma è stato tenuto asciutto da sbalzi ampi, basamento in pietra, tavolette di rivestimento da rinnovare e catrame. Lo stesso legno lasciato bagnato si degrada in pochi anni. La durabilità del legno è una questione di acqua prima che di specie: sotto circa il 20 per cento di umidità i funghi della carie non si sviluppano, e la gran parte dei danni in edilizia nasce da un dettaglio che ha permesso all'acqua di arrivare e di fermarsi.
Le classi di uso della UNI EN 335
La UNI EN 335 classifica l'ambiente in cui il legno lavora in cinque classi di uso. La classe stabilisce quali organismi sono presenti e quindi quale durabilità o trattamento serve. Non va confusa con la classe di servizio dell'Eurocodice 5, che riguarda la resistenza meccanica e l'umidità di equilibrio.
| Classe | Situazione | Esempio |
|---|---|---|
| 1 | interno, sempre asciutto | travi di solaio in un ambiente riscaldato |
| 2 | interno o coperto, bagnatura occasionale | sottotetto ventilato, struttura sotto una tettoia |
| 3.1 | esterno fuori terra, protetto, bagnature brevi | pergolato coperto, rivestimento con sbalzo ampio |
| 3.2 | esterno fuori terra, esposto, bagnature prolungate | pavimentazioni, rivestimenti e travi non riparati |
| 4 | contatto con terreno o acqua dolce | pali, steccati, passerelle in zone umide |
| 5 | contatto con acqua salata | pontili, pali in mare |
La durabilità naturale
La EN 350 classifica la resistenza del durame ai funghi in cinque classi, dalla 1 (molto durabile) alla 5 (non durabile). Vale per il durame, la parte centrale e più scura del tronco. L'alburno, la fascia esterna più chiara, è in classe 5 per tutte le specie. Nella pratica, una specie in classe 3 o 4 può restare in classe di uso 3.1 se ben dettagliata, ma non in classe 4 senza trattamento.
| Specie | Classe EN 350 | Uso esterno senza trattamento |
|---|---|---|
| Teak | 1 | adatto anche all'esterno esposto |
| Robinia | 1-2 | adatto a pali e arredi |
| Castagno | 2 | adatto fuori terra, discreto in terra |
| Rovere | 2 | adatto fuori terra, discreto in terra |
| Larice | 3-4 | fuori terra, con buoni dettagli |
| Douglasia | 3-4 | fuori terra, con buoni dettagli |
| Pino silvestre | 3-4 | solo se trattato |
| Abete rosso e bianco | 4 | solo se riparato o trattato |
| Faggio | 5 | solo in interno |
Funghi e insetti
I funghi della carie si dividono in carie bruna, che consuma la cellulosa e lascia il legno fragile e spaccato a cubetti, carie bianca, che attacca anche la lignina, e carie soffice, tipica del legno molto bagnato in contatto con il terreno. Il caso più temuto negli edifici è il merulio (Serpula lacrymans), il fungo delle case, perché trasporta l'acqua con i suoi cordoni miceliari e può attaccare legno apparentemente asciutto lontano dalla fonte di umidità.
Gli insetti più comuni sono il capricorno delle case (Hylotrupes bajulus), che attacca l'alburno delle conifere, il tarlo comune (Anobium punctatum), che si trova in elementi vecchi e poco ventilati, e le termiti sotterranee (Reticulitermes), presenti anche in Italia e che richiedono interventi specifici. Il legno secco, ben ventilato e controllato periodicamente è il modo più efficace di tenerli lontani. I fori di sfarfallamento con farina di rosura fresca mostrano un attacco in corso.
Trattamenti e legno modificato
I preservanti si applicano in modo diverso secondo la classe di uso. A pennello o a spruzzo nelle classi di uso 1-2, con sali di boro per l'interno. Per le classi 3 e 4 serve un trattamento in autoclave a pressione, che porta il prodotto in profondità (la penetrazione si classifica con la EN 351). I trattamenti in autoclave complicano però il fine vita, perché il legno trattato con alcuni preservanti non può essere riciclato come legno pulito.
Il legno modificato cambia la struttura del materiale per aumentarne la durabilità senza biocidi. Il termotrattato (180-230 °C) diventa più stabile e meno attaccabile, ma perde resistenza a flessione e a urto, quindi non si usa per elementi portanti. L'acetilato (come il pino radiata acetilato, Accoya) e il furfurilato (come Kebony) migliorano durabilità e stabilità dimensionale, con classi di durabilità dichiarate dal produttore fino alla 1. Costano più dei trattamenti in autoclave, ma si usano senza biocidi per rivestimenti, serramenti e pavimentazioni esterne.
Il dettaglio costruttivo come protezione
Nella tradizione tecnica di lingua tedesca si parla di protezione costruttiva del legno, e la regola è che precede sempre quella chimica. Le misure sono semplici e vanno decise in fase di progetto. Gli sbalzi di gronda tengono la pioggia lontana dalle facciate. Le strutture si staccano dal terreno di almeno 15-20 cm. Le testate delle travi, che assorbono acqua molte volte più in fretta delle facce laterali, vanno protette o ventilate. Gli appoggi su murature umide si fanno con interposizione di materiale impermeabile e intercapedine. Nei rivestimenti esterni si lascia una camera d'aria ventilata dietro le assicelle. Le piastre metalliche si staccano dal legno perché la condensa che si forma sul metallo non ristagni.