L'architettura islamica medievale è spesso trattata come un blocco monolitico — "lo stile arabo" o "l'architettura moresca" — come se fosse una cosa sola. In realtà quello che il mondo islamico ha costruito tra il VII e il XV secolo è variegatissimo: la moschea umayyade di Damasco è radicalmente diversa dalla Grande Moschea di Córdoba, che è radicalmente diversa dalla Moschea Blu di Istanbul (ottomana, 1609–1616), che a sua volta non ha nulla a che vedere con la Grande Moschea di Djenné in Mali, in terra cruda. Quello che hanno in comune non è la forma ma il programma: la direzione verso la Mecca (qibla), il cortile con fontana per le abluzioni, il minareto per la chiamata alla preghiera.

La moschea nasce nel VII secolo dalla casa del Profeta a Medina, un cortile con un portico, e assorbe poi elementi dalle architetture che incontra, bizantina e persiana in testa. Il requisito fisso è uno: l'orientamento verso la Mecca. Forma, materiali, dimensioni e decorazione cambiano con la tradizione locale, le risorse e il potere del committente.

La geometria come linguaggio

Negli spazi religiosi islamici non compaiono immagini di esseri viventi: niente crocifissi, santi o madonne. La decorazione si sposta su altri linguaggi, la calligrafia e soprattutto la geometria. Le superfici si coprono di stelle intrecciate, poligoni, tassellature (i girih) in cui alcuni studiosi hanno riconosciuto schemi simili ai quasicristalli studiati dalla matematica moderna. La geometria piana, qui, ha la parte che nell'arte cristiana ha la figura umana.

Il risultato più sorprendente di questa geometria in architettura è la muqarnas, la volta a nido d'ape fatta di decine di piccole celle in pietra, stucco o legno. Di solito non porta nulla: è un rivestimento appeso alla struttura. Progettarla, però, richiede un controllo geometrico notevole, e i maestri la tracciavano con piante e moduli ripetuti, come dimostrano alcuni disegni di cantiere arrivati fino a noi.

Architettura islamica: opere principali
Cupola della Roccia, Gerusalemme691 d.C. · ottagonale · mosaici · non è una moschea
Grande Moschea di Damasco715 d.C. · prima moschea "classica" umayyade
Grande Moschea di Córdoba785–987 d.C. · 856 colonne · foresta
Alhambra di GranadaXIV sec. · muqarnas · giardini del paradiso
Taj Mahal, Agra1632–1643 · moghul · mausoleo · marmo bianco

L'Alhambra: il paradiso in pietra

L'Alhambra di Granada (soprattutto XIV secolo) è il più raffinato palazzo islamico medievale dell'Europa occidentale. Non una moschea ma una reggia, con appartamenti, sale del trono, bagni, giardini, fontane. Il nome significa "la rossa" (dall'argilla rossa dei muri esterni), ma gli interni sono bianchi, decorati con muqarnas e pattern geometrici in stucco, alternati a iscrizioni coraniche e poetiche sui muri.

I cortili dell'Alhambra, come il Patio de los Leones e il Patio de los Arrayanes, sono un'immagine costruita del paradiso. Il Corano descrive il paradiso come un giardino con alberi, fontane, fiumi d'acqua, vino, latte e miele. Il giardino recintato con l'acqua al centro, spesso diviso in quattro da canali (il chahar bagh di origine persiana), ne è la traduzione in architettura.

«Al posto delle figure umane, l'architettura islamica medievale usa la geometria. Le muqarnas, le stelle intrecciate, i mosaici di zellige non sono un accessorio: sono il contenuto. Una trama che si potrebbe ripetere all'infinito dice qualcosa dell'infinito divino.»

L'influenza sull'architettura europea

Torniamo all'Europa. L'architettura islamica ha influenzato quella cristiana medievale più di quanto si dica, soprattutto in Sicilia e in Spagna, dove le due culture hanno convissuto per secoli. La Cappella Palatina di Palermo (1132–1140), commissionata dai Normanni, ha soffitti in muqarnas islamiche, mosaici in stile bizantino, e pianta basilicale cristiana. Difficile metterla in una casella. Anche l'arco acuto, che sarà centrale nel gotico, arriva probabilmente dal mondo islamico, entrato in Europa attraverso i contatti in Sicilia e in Spagna.