Ho messo piede a Chicago per la prima volta pensando di andare a vedere grattacieli. Ho trovato qualcosa di più interessante: la domanda che viene prima dei grattacieli. Perché qui? Perché adesso — cioè perché negli anni Ottanta dell'Ottocento, non prima, non altrove? L'incendio del 1871, che ha distrutto quasi un terzo della città, ha creato le condizioni: un centro urbano da ricostruire in fretta, speculatori immobiliari con capitali da investire, e — per la prima volta nella storia — un materiale strutturale economico abbastanza per costruire in altezza. L'acciaio laminato industriale. Prima non esisteva nei quantitativi necessari. Dal 1880 in poi, esisteva.

Chicago è il laboratorio dove si è scoperto come costruire in verticale. Non nel senso che gli ingegneri avevano la soluzione e l'hanno applicata — nel senso che ogni edificio era un esperimento, e ogni esperimento risolveva un problema che il precedente aveva lasciato aperto. Questo itinerario non segue le altezze. Segue le scoperte.

Le tappe dell'itinerario
Tappa 1 — Rookery Building209 S LaSalle St — la struttura mista
Tappa 2 — Auditorium Building430 S Michigan Ave — Adler e Sullivan
Tappa 3 — Chicago Architecture Walking TourMichigan Ave e The Loop — la scuola di Chicago
Tappa 4 — Millennium Park + Crown Fountain201 E Millennium Park Dr
Tappa 5 — 875 N Michigan Ave (ex Hancock)Vista storica della griglia e del lago
Apri in Google Maps →

Rookery Building — il primo con struttura mista

Il Rookery è del 1888, progetto di Burnham e Root — Daniel Burnham, che diventerà il grand planner della città, e John Root, il teorico della struttura, morto giovane e spesso dimenticato. Il problema che il Rookery risolve è fondamentale: come si costruisce un edificio alto senza che il suolo di Chicago — argilla lacustre, instabile — ceda sotto il peso?

La risposta è la zattera di fondazione — una griglia di travi d'acciaio interallacciate, con plinti in calcestruzzo, che distribuisce il carico su una superficie molto più ampia delle fondamenta puntiformi tradizionali. È la soluzione che ha reso possibile costruire in altezza su questo tipo di suolo, e non è stata trovata nei libri — è stata sperimentata qui, su questi edifici, con questi ingegneri.

La struttura è mista: muri portanti in muratura per i piani bassi, ossatura metallica per i piani superiori. L'atrio interno — modificato da Frank Lloyd Wright nel 1905 — è uno degli spazi interni più belli di Chicago: una corte coperta da una struttura in ferro e vetro, con balconate in ghisa decorata che salgono fino ai piani alti. Wright ha mantenuto la struttura e cambiato i dettagli. È uno dei pochi casi in cui un intervento di rimodernamento ha migliorato l'originale.

Rookery Building — Informazioni pratiche
Indirizzo209 S LaSalle St, Chicago
Accesso atrioLibero durante gli orari d'ufficio (lun–ven 8:00–18:00)
Come arrivareCTA Blue/Red/Green Line, fermata La Salle/Van Buren
Tour guidatoChicago Architecture Center organizza tour settimanali — verificare il calendario

Auditorium Building — Adler e Sullivan

L'Auditorium Building del 1889 è il progetto che ha fatto conoscere Louis Sullivan — il teorico del grattacielo, colui che ha formulato la frase "la forma segue la funzione" — ma è anche il progetto in cui Dankmar Adler, l'ingegnere, ha risolto un problema acustico che sembrava impossibile.

La sala da concerto interna — 4.200 posti — era nel 1889 la sala più grande degli Stati Uniti, e doveva avere un'acustica che funzionasse sia vuota che piena, sia per l'opera lirica che per i comizi politici (le convenzioni dei partiti si tenevano qui). Adler ha studiato il problema sistematicamente, misurando i tempi di riverberazione in sale esistenti, calibrando gli archi a soffitto della sala per diffondere il suono in modo uniforme. Il risultato è ancora considerato uno dei migliori interni acustici del XIX secolo.

Sullivan ha progettato l'ornamentazione — un sistema di decorazioni vegetali, in ghisa e terracotta dorata, che copre archi, capitelli, superfici. Non è decorazione applicata: per Sullivan è la dimostrazione che la struttura e l'ornamento non sono in conflitto. L'ornamento è il modo in cui la struttura dichiara il proprio carattere.

Il pensiero di Sullivan e le origini del grattacielo: Sullivan e la Scuola di Chicago.

Chicago Architecture Walking Tour — la Scuola di Chicago

Il Chicago Architecture Center organizza i tour in barca sul Chicago River che passano sotto e accanto agli edifici storici — è uno dei modi migliori di vedere la città, perché molte delle facciate più importanti danno sul fiume. Ma per capire la Scuola di Chicago serve camminare nel Loop: il reticolo di strade e sopraelevate attorno al centro è disseminato di edifici che raccontano l'evoluzione strutturale degli anni 1880-1920.

Il Monadnock Building del 1891-1893 è il più alto edificio al mondo con muri portanti in muratura — i muri al piano terra sono spessi 1,8 metri per reggere i sedici piani sopra. È il limite fisico della costruzione in muratura: non si può andare più in alto con questo sistema senza che i muri occupino tutto lo spazio interno. Il grattacielo metallico è nato da questo limite pratico.

Il Reliance Building del 1895 — Burnham and Root — è il contrario: ossatura metallica completamente rivestita da vetro e terracotta smaltata bianca. Non ci sono più muri portanti. La facciata è una pelle leggera su una struttura d'acciaio. È formalmente il primo curtain wall della storia — la facciata che non porta ma riveste.

Millennium Park — Crown Fountain e Cloud Gate

Il Millennium Park ha aperto nel 2004, su un'area che era stata per un secolo un parcheggio e un deposito ferroviario sul lago Michigan. Non è architettura in senso stretto — è spazio pubblico urbano, progettato con contributi di artisti diversi. Ma vale la pena starci, perché è uno dei parchi urbani più riusciti degli ultimi trent'anni.

La Crown Fountain di Jaume Plensa è due torri di vetro alte 15 metri che proiettano video di volti di cittadini di Chicago. Ogni tanto la bocca del volto proiettato si apre e zampilla acqua verso i visitatori. In estate, i bambini ci giocano dentro. È un'opera d'arte pubblica che funziona come spazio di gioco — il confine tra arte, architettura e parco è deliberatamente vago. Cloud Gate di Anish Kapoor — il "fagiolo" di acciaio lucidato — riflette lo skyline e le persone in modo distorto. Non è decorativo: produce un effetto che cambia secondo l'angolazione, l'ora, la stagione. Sono due opere che fanno parlare tra di loro lo spazio, la città e le persone.

875 N Michigan Ave — la griglia vista dall'alto

Il John Hancock Center — oggi 875 N Michigan — è del 1969, progetto di SOM (Skidmore, Owings and Merrill). L'elemento visivo più riconoscibile sono le X di controventamento in acciaio che attraversano la facciata in modo diagonale: non sono ornamento, sono la struttura. I controventi diagonali resistono al vento laterale che a cento piani produce forze enormi. SOM ha portato la struttura in facciata perché è il posto più efficiente dove metterla — e il risultato è un grattacielo che non cerca di nascondere il proprio funzionamento.

Dalla terrazza panoramica dell'Hancock, la cosa più utile che si può fare non è guardare i laghi o l'orizzonte: è guardare giù. La griglia di strade di Chicago — disegnata nel 1830, rimasta invariata nella logica — è visibile dall'alto in modo cristallino. Un miglio per miglio, le strade principali ogni otto isolati, l'isolato di 100 metri, l'allineamento al lago. È urbanistica cartesiana applicata su scala metropolitana, e dall'alto si capisce perché Chicago si orienta così facilmente: il sistema è leggibile.

Frank Lloyd Wright e la sua radice chicagoana: Frank Lloyd Wright — la Prairie House e lo spazio aperto.

Quello che hai capito

Chicago non è una città bella nel senso europeo — non ha la compressione storica di Roma o la scenografia di Venezia. Ha qualcosa di diverso: ha la chiarezza di una città costruita da persone che sapevano esattamente quello che stavano cercando di fare. Ogni edificio storico del Loop risolve un problema che il precedente aveva aperto. La sequenza ha una logica — quasi scientifica — che si legge solo se si cammina nell'ordine giusto.

La Scuola di Chicago non era una scuola nel senso accademico: era un gruppo di ingegneri e architetti che lavoravano nella stessa città, nello stesso decennio, su problemi simili. Si copiavano, si citavano, si miglioravano a vicenda. Il grattacielo non l'ha inventato nessuno: è emerso da un processo collettivo, iterativo, sperimentale. Come tutte le invenzioni vere.

«Chicago ha inventato il grattacielo non perché avesse un'idea brillante, ma perché aveva un problema urgente — ricostruire in fretta dopo l'incendio — e i materiali nuovi per risolverlo in un modo che non era mai stato tentato. L'urgenza e la disponibilità di materiale: questo è il contesto in cui nascono le innovazioni costruttive.»