Chicago, 8 ottobre 1871. Il grande incendio distrugge quasi un terzo della città — 18.000 edifici, 100.000 senzatetto. La ricostruzione dura vent'anni ed è la più grande operazione urbanistica del XIX secolo americano. È in questo contesto — una città che si ricostruisce in fretta, con nuove tecniche costruttive, su terreni compatti e costosi — che nasce il grattacielo. Non come idea artistica ma come risposta a un problema: come costruire il maggior numero di metri quadri sullo stesso lotto di terreno.
Le tecniche ci sono già: la struttura in acciaio (che sostituisce i muri portanti in muratura), l'ascensore di Elisha Otis (1852, poi perfezionato), il calcestruzzo armato. Il problema non è tecnico — è estetico. Come si fa a dare forma bella a un edificio che è essenzialmente una pila di pavimenti identici sovrapposti per 10, 15, 20 piani? I primi grattacieli di Chicago degli anni 1870–1880 sono brutti proprio perché non risolvono questo problema: rivestono la struttura in acciaio con facciate eclettiche — neogotiche, neoclassiche — che non hanno nulla a che fare con la struttura sottostante.
La soluzione di Sullivan
Louis Sullivan — nato a Boston nel 1856, formatosi a Parigi all'École des Beaux-Arts, trasferitosi a Chicago nel 1873 — risolve il problema con il Wainwright Building di Saint Louis (1891) e poi con il Guaranty Building di Buffalo (1895). La soluzione è questa: dividere l'edificio in tre parti verticali, come una colonna classica. Il piano terra e il secondo piano (la base) sono trattati con materiali pesanti, bucati da grandi vetrate commerciali. I piani intermedi (il fusto) hanno una tessitura verticale continua — una griglia di pilastri sottili che esprimono la struttura in acciaio sottostante. Il piano ultimo (il capitello) è trattato con una cornice ornamentale che chiude verticalmente l'edificio.
E qui bisogna essere precisi: Sullivan non inventa la semplicità — inventa un sistema di tre elementi verticali che dà senso visivo all'altezza. Il suo ornamento — ricchissimo, organico, naturalistico — non è decorazione applicata alla struttura: è parte integrante dell'architettura. L'ornamento di Sullivan è come il fogliame di una pianta — nasce dalla struttura e ne esprime la vitalità. Per Sullivan la natura è il modello: un edificio deve crescere come una pianta, con ogni parte che esprime la propria funzione.
La Scuola di Chicago e il contesto tecnico
Sullivan non lavora da solo. La "Scuola di Chicago" degli anni 1880–1900 è un gruppo di architetti e ingegneri che affrontano lo stesso problema — come costruire alto in una città in ricostruzione su terreni argillosi che non reggono le fondazioni profonde — e lo risolvono con tecniche nuove. William Le Baron Jenney costruisce l'Home Insurance Building nel 1885: il primo edificio con struttura completa in acciaio (non solo a traliccio parziale). John Wellborn Root e Daniel Burnham sviluppano le fondazioni su platea di calcestruzzo per i terreni cedevoli. Adler — partner di Sullivan — risolve i problemi acustici e meccanici. Sullivan disegna le facciate.
La partnership Sullivan-Adler (1879–1895) produce alcuni degli edifici più importanti della Scuola di Chicago. L'Auditorium Building (1889) — 17 piani, teatro da 4.200 posti, hotel, uffici — è una macchina multifunzionale straordinaria per l'epoca. Adler risolve l'acustica (il teatro è ancora oggi tra i meglio sonorizzati al mondo) e Sullivan disegna gli interni: un sistema di ornamento in ghisa dipinta d'oro, con archi a tutto sesto, colonne, capitelli vegetali. Non è minimalismo — è massimalismo organico. L'ornamento è il programma, non la decorazione.
"La forma segue la funzione" — il malinteso più famoso
La frase più famosa di Sullivan — "form ever follows function" — è stata interpretata dal Movimento Moderno come un manifesto del funzionalismo austero: gli edifici devono essere privi di ornamento, devono esprimere la funzione in modo diretto e nudo. È esattamente il contrario di quello che Sullivan intendeva. Per Sullivan la "funzione" include la dimensione spirituale e poetica dell'architettura — non solo l'efficienza tecnica. La natura è il suo modello: una foglia di quercia ha "forma che segue la funzione", ma non è priva di ornamento. La quercia non è minimalista.
Sullivan muore nel 1924 in povertà — abbandonato dai clienti dopo la Columbian Exposition di Chicago del 1893, che aveva riportato di moda l'architettura neo-classicista. Il suo allievo Frank Lloyd Wright costruirà un'altra architettura americana — organica, radicata nel paesaggio — che ha poco a che vedere con il grattacielo, ma tutto a che vedere con l'insegnamento di Sullivan sul rapporto tra forma, funzione e natura. E Wright sarà l'unico che ricorderà Sullivan alla sua morte, nel degrado, in un albergo di Chicago. "Il maestro" — così lo chiamava.
