Antoni Gaudí i Cornet nasce nel 1852 a Reus, in Catalogna. Da giovane ha artrite reumatoide — una malattia dolorosa delle articolazioni che lo costringe spesso a muoversi a piedi per non potersi sedere, e che lo rende un osservatore attento della natura. Studia a Barcellona, lavora con il padre (fabbro), e sviluppa una passione per le strutture naturali — il guscio della chiocciola, le nervature della foglia, la colonna vertebrale umana — che diventa il nucleo del suo metodo architettonico. Non è un estetica decorativa: è una ricerca strutturale. Le forme naturali sono efficienti perché hanno risolto il problema strutturale attraverso milioni di anni di evoluzione. Gaudí vuole capire come, e replicarlo in architettura.
Il metodo più famoso di Gaudí è la catena funicolare invertita. Per progettare le volte e gli archi della Sagrada Família, costruisce modelli in cui catene e pesi appesi formano automaticamente la forma di minima tensione. Poi fotografa il modello e inverte la fotografia — ottiene così la forma di minima compressione, cioè la forma più efficiente per una struttura in pietra. Non usa la matematica per calcolare le forme — usa la fisica. Il risultato sono archi parabolici e iperboloidi che non esistono nell'architettura storica e che hanno una resistenza strutturale notevolmente superiore all'arco circolare tradizionale.
La Sagrada Família
La Sagrada Família è il problema più complesso dell'architettura degli ultimi 142 anni. Non perché sia difficile da costruire tecnicamente — la tecnologia è migliorata enormemente — ma perché il progetto è in continua evoluzione e non ha mai avuto un disegno definitivo completo. Gaudí lavora per 43 anni sulla cattedrale e lascia modelli in gesso, disegni parziali, indicazioni verbali agli assistenti. Nell'incendio del 1936 durante la Guerra Civile spagnola, gran parte dei modelli e dei disegni viene distrutta. I posteri — architetti come Jordi Bonet, Josep Maria Subirachs, Etsuro Sotoo — ricostruiscono il progetto dai frammenti sopravvissuti e dalle fotografie.
La cattedrale ha tre facciate: la Natività (iniziata da Gaudí, completata nel 1935), la Passione (completata nel 1978, con le controverse sculture cubiste di Subirachs), e la Gloria (in costruzione). Avrà 18 torri: 12 per gli Apostoli (le torri attuali, fino a 107m), 4 per gli Evangelisti (125m), 1 per Maria (138m), e 1 centrale per Gesù Cristo (172,5m — più alta della Sagrada Família da terra è progettata per essere di 1 metro più bassa della Montjuïc, la collina alle spalle di Barcellona, perché Gaudí credeva che nessuna opera umana debba superare la natura).
Il trencadís
Il trencadís — la tecnica di rivestimento con frammenti di ceramica colorata — è il contributo visivo più riconoscibile di Gaudí. Il Parc Güell, la cupola di Casa Batlló, le terrazze della Sagrada Família sono rivestiti con questa tecnica: frammenti irregolari di piastrelle, piatti rotti, vetro colorato, disposti in mosaici che seguono le curve delle superfici architettoniche. Non è decorazione applicata: il rivestimento ceramico è anche la superficie di finitura delle strutture, che hanno spesso forme tridimensionali complesse (paraboloidi, iperboloidi) impossibili da rivestire con materiali standard. Il trencadís risolve il problema costruttivo e il problema estetico simultaneamente.
Ma torniamo alla Sagrada Família. Viene inaugurata parzialmente nel novembre 2010 dal papa Benedetto XVI, che la consacra basilica. È il cantiere più lungo della storia dell'architettura moderna. La data di completamento prevista oscilla tra il 2026 e il 2028. Chi vivrà abbastanza vedrà se questa stima è realistica.
