Intorno al 1125 Bernardo di Chiaravalle scrive all'abate Guglielmo di Saint-Thierry un testo durissimo, l'Apologia, contro il lusso delle abbazie legate a Cluny: portali scolpiti, capitelli istoriati, torri, pavimenti decorati. "A che serve", scrive Bernardo, "questa foresta di statue, questa distesa di ornamenti? Più ci si sofferma a guardare queste frivolezze, meno ci si raccoglie nella preghiera." Per Bernardo l'ornamento distrae dalla preghiera, e quindi allontana da Dio invece di avvicinare.

Bernardo non sta elaborando una teoria estetica: sta applicando la Regola di San Benedetto, che prescrive povertà, semplicità, lavoro manuale e preghiera continua. Un monaco che trascorre il tempo a guardare i capitelli scolpiti invece di pregare ha già violato la regola. L'architettura deve sostenere la vita monastica, non distrarne i protagonisti. Quello che ne consegue, architettonicamente, è qualcosa di sorprendentemente simile a quello che Le Corbusier chiamerà "macchina da abitare" otto secoli dopo: un edificio che serve la funzione senza ornamenti che ne distolgano l'attenzione.

Il chiostro quadrato di un'abbazia cistercense con il pozzo al centro
Il chiostro: quadrato, al centro della vita quotidiana dei monaci.

Il piano cistercense

Le abbazie cistercensi seguono uno schema molto ripetuto, cosa rara nel Medioevo. La chiesa è a croce latina, con coro e cappelle a terminazione piatta invece delle absidi semicircolari care a Cluny. Il chiostro si appoggia di solito al fianco sud della chiesa. Sul lato est del chiostro stanno la sagrestia e la sala capitolare, con sopra il dormitorio comune dei monaci; sul lato sud il refettorio, la cucina e la sala riscaldata; sul lato ovest i magazzini e gli ambienti dei conversi, i fratelli laici che lavoravano i campi.

Questa standardizzazione ha una ragione pratica: le abbazie cistercensi si moltiplicano rapidamente nel XII secolo — da Cîteaux ne nascono centinaia in tutta Europa, e ogni nuova abbazia viene fondata da un gruppo di monaci inviati da una casa madre. Questi monaci sanno già come costruire un'abbazia cistercense perché conoscono il tipo. La standardizzazione del piano è anche una standardizzazione del processo costruttivo.

Abbazie cistercensi: esempi principali
Cîteaux, Borgogna1098 · casa madre dell'Ordine
Abbazia di Fontenay1118–47 · Borgogna · UNESCO · la più completa conservata
Abbazia di Le ThoronetXII sec. · Provenza · riverbero lunghissimo
Abbazia di SénanqueXII sec. · Luberon · ancora abitata
Abbazia di Fossanova1163–1208 · Lazio · prima gotico-cistercense in Italia

L'acustica come architettura

L'abbazia di Le Thoronet in Provenza è forse il caso più studiato di architettura monastica cistercense: pietra squadrata con cura, volte basse, nessun arredo che assorba il suono. Il riverbero nella chiesa dura diversi secondi: una nota cantata continua a risuonare mentre parte la successiva, e le voci si fondono.

Nel XII secolo non esisteva una teoria dell'acustica degli ambienti chiusi. Ma i monaci cantavano l'ufficio più volte al giorno, e una chiesa in cui il canto suonasse male sarebbe stata un problema concreto. L'acustica di Le Thoronet viene da scelte di misura, proporzione e materiale, e oggi molti gruppi di musica antica vengono a registrare lì.

«Bernardo di Chiaravalle vieta vetrate colorate, sculture e ornamenti quasi ottocento anni prima di Adolf Loos. Lui lo fa per ragioni religiose, Loos per ragioni culturali ed economiche, ma il risultato si somiglia: spazio nudo, materiale a vista, luce non filtrata dal colore.»

L'influenza moderna

Le Corbusier visitò Le Thoronet nel 1953, su suggerimento del domenicano Marie-Alain Couturier, mentre la cappella di Ronchamp era in cantiere e lui stava per progettare il convento di La Tourette. Nella prefazione a un libro fotografico su Le Thoronet (1957) scrisse che lì si trova "la verità": luce e ombra, pietra nuda, nessun ornamento. Quello che aveva visto in quell'abbazia non era uno stile da copiare ma una qualità dello spazio, simile a quello che lui chiamava "spazio indicibile".

Lo stesso filo arriva a Peter Zumthor e alla sua idea di "atmosfera", la sensazione che un edificio trasmette a chi entra prima ancora che se ne capisca la funzione. Le Terme di Vals (1996) non sono un'abbazia, ma ne condividono molto: pietra nuda, luce dosata, silenzio.