Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia, è uno degli intelletti più curiosi del Medioevo europeo. Parla sei lingue, ha studiato matematica e astronomia, ha scritto un trattato sulla falconeria che è ancora letto come opera scientifica, ha fondato l'Università di Napoli nel 1224, e ha mantenuto alla sua corte a Palermo matematici arabi e filosofi ebrei. Quando costruisce Castel del Monte intorno al 1240, ha già passato tre anni in Terra Santa in crociata — non combattendo, ma negoziando. Ha recuperato Gerusalemme con la diplomazia. Il Papa lo ha scomunicato due volte.
Castel del Monte è costruito su una collina dell'Appennino dauno, in Puglia, a 540 metri di quota. È visibile per decine di chilometri in ogni direzione. La pianta è un ottagono regolare con otto torri ottagonali agli angoli. Il cortile interno è ottagonale. Le stanze — sedici in totale, otto per piano su due livelli — sono trapezoidali, disposte attorno al cortile. Non c'è fossato, non c'è ponte levatoio, non c'è torre del mastio centrale. Non è difensivo nel senso ordinario del termine: un assalitore determinato potrebbe entrarci senza difficoltà eccessive.
A cosa serviva
La funzione di Castel del Monte rimane discussa. Non è una residenza principale — Federico viveva a Palermo e a Foggia. Non è una fortezza militare — manca delle caratteristiche difensive fondamentali. Le ipotesi che circolano sono molte: un padiglione di caccia (la zona era ricca di selvaggina), una residenza occasionale per la corte itinerante, un edificio con funzione astronomica o calendariale (le finestre sono orientate in modo da produrre effetti di luce specifici nelle ore e nei giorni dell'anno), un manifesto architettonico della potenza imperiale di Federico.
Il problema è semplice: tutte queste ipotesi sono plausibili, nessuna è verificabile, e i documenti dell'epoca non lo spiegano. Abbiamo le note di cantiere che documentano i pagamenti agli artigiani, abbiamo i riferimenti alla costruzione nelle cronache del tempo, ma nessuno dei testi contemporanei spiega perché Federico abbia scelto la pianta ottagonale o cosa intendesse fare dell'edificio.
L'ottagono come forma simbolica
L'ottagono ha una lunga storia simbolica nel pensiero medievale: è la forma intermedia tra il quadrato (simbolo della terra, del mondo terreno) e il cerchio (simbolo del cielo, del divino). È la forma del battistero — l'edificio del passaggio dall'una all'altra condizione. Federico conosceva questa simbologia. Era stato battezzato a Jesi nel 1194, aveva studiato teologia con lo stesso rigore con cui studiava matematica, e la sua corte era un centro di elaborazione intellettuale in cui il pensiero islamico, ebraico e cristiano si incontravano.
Se Federico ha scelto l'ottagono per Castel del Monte, è difficile che fosse una scelta casuale. Ma se era una scelta simbolica, il simbolo è rimasto oscuro a tutti i contemporanei che hanno lasciato tracce scritte — almeno a quelli le cui tracce sono sopravvissute. Il mistero non è che l'edificio non abbia spiegazione: è che ne ha troppe, e non ne abbiamo di verificabile.
Lo spazio interno
L'interno di Castel del Monte è inaspettatamente raffinato per un castello pugliese del XIII secolo. I portali hanno archi a tutto sesto in marmo bianco, i capitelli delle colonne sulle finestre binate sono scolpiti con foglie di acanto in stile classico (non medievale), i pavimenti originali erano in marmi colorati (quasi interamente scomparsi). Ci sono nicchie per lavabi con sistemi di raccolta dell'acqua — un livello di igiene insolito per l'epoca. Le finestre hanno vetrate — un lusso considerevole.
L'edificio che vediamo oggi è spoglio perché nel corso dei secoli tutto il materiale prezioso — marmi, arredi, finestre — è stato asportato. Ma anche spoglio, i volumi delle stanze e la qualità delle proporzioni sono riconoscibili. È un edificio fatto per qualcuno che aveva gusto — e i mezzi per esprimerlo.
