Richard Buckminster Fuller non si è mai considerato un architetto. Si considerava un "geometra comprehensivista" — qualcuno che cerca principi universali applicabili a qualunque scala, dal cucchiaio al pianeta. Non è una definizione modesta. È anche, nella storia dell'architettura, una posizione unica: Fuller non progetta edifici nel senso tradizionale — progetta sistemi. La cupola geodetica non è un edificio: è un principio strutturale applicabile a qualunque scala e in qualunque materiale. Il Dymaxion Car non è un'auto: è un principio di efficienza. La mappa di Dymaxion non è una mappa: è un modo di vedere il pianeta come un continuo senza center né periferie.

La cupola geodetica (brevettata nel 1947, ma con precedenti negli anni Trenta) è la sua invenzione più influente. Il principio: dividere una sfera in triangoli — nello specifico, proiettare le facce di un icosaedro (il solido platonico con 20 facce triangolari) sulla superficie sferica e suddividerle in triangoli più piccoli. Il risultato è una struttura in cui ogni elemento è in tensione e in compressione simultaneamente, e in cui il sistema è più resistente della somma delle parti. La cupola geodetica ha il migliore rapporto resistenza/peso tra tutte le strutture architettoniche mai costruite — ed è anche autosufficiente: regge il proprio peso senza bisogno di puntoni, travi, o colonne.

Le applicazioni

Fuller produce circa 300.000 cupole geodetiche in tutta la sua vita — la maggior parte piccole (abitazioni temporanee, radar station militari, planetari) ma alcune di dimensioni notevoli. La più famosa: il padiglione americano per l'Expo di Montreal del 1967 — una cupola di 76 metri di diametro coperta di pannelli di plexiglas, che sembra una bolla di sapone gigante posata sull'isola artificiale nel mezzo del St. Lawrence. Oggi è il Biosphère di Montreal — museo dedicato all'ambiente, appropriatamente, dato che Fuller ha dedicato la vita all'idea di "fare di più con meno".

Il progetto più ambizioso — e più folle — di Fuller è la proposta di coprire Midtown Manhattan con una cupola geodetica di 3 km di diametro (1960). La cupola, dice Fuller, permetterebbe di regolare il clima dell'area, ridurrebbe i costi di riscaldamento e raffreddamento, e si ripagherebbe in dieci anni. Il costo della neve da rimuovere dai marciapiedi di Manhattan ogni anno — argomenta — è già della stessa entità del costo della cupola. Non è scherzo: è un calcolo economico. Fuller è sempre serio quando propone le sue utopie.

Buckminster Fuller — invenzioni
Cupola geodeticaBrevetto 1947 · 300.000 realizzate · massima resistenza/peso
Dymaxion Car1933 · streamline · 3 ruote · non realizzata in serie
Mappa di Dymaxion1943 · proiezione che non distorce continenti
Padiglione Montreal Expo1967 · 76m diametro · ora Biosphère
Cupola Manhattan1960 · 3km diametro · proposta · mai realizzata

Spaceship Earth

Il concetto più importante di Fuller non è la cupola geodetica — è "Spaceship Earth". Il pianeta Terra è un'astronave — con risorse finite, un sistema di supporto vitale, equipaggio (l'umanità) che non ha ricevuto un manuale di istruzioni. Se l'astronave si guasta, non c'è modo di chiamare i soccorsi. La responsabilità di far funzionare il sistema è dell'equipaggio. È un'idea semplice — e radicale nel suo momento (1968). Anticipa l'ecologia politica, la sostenibilità, l'idea dei planetary boundaries. Fuller non è un architetto — è un filosofo del design planetario che usa la geometria come linguaggio universale.

L'eredità di Fuller nell'architettura è enorme ma indiretta. Nessuno costruisce come Fuller — le sue cupole geodetiche sono troppo difficili da integrare con le funzioni abitative tradizionali (non ci sono angoli retti, i mobili non si appoggiano alle pareti curve, i tetti a cupola perdono acqua negli incastri dei pannelli). Ma il principio di "fare di più con meno" — la logica della dematerializzazione delle strutture — è al cuore di tutto il progresso strutturale dell'architettura del Novecento.

«Fuller nel 1927 decide di non suicidarsi e si chiede: cosa può fare un individuo per il mondo? Risposta: geometria. Cinquant'anni dopo ha brevettato la struttura con il miglior rapporto resistenza/peso della storia, proposto di coprire Manhattan con una cupola, e coniato il termine "Spaceship Earth". Non è poco. Per uno che partiva da zero sul lago Michigan alle tre di notte.»