Pier Luigi Nervi è ingegnere, non architetto, e ci tiene a dirlo, anche se la distinzione ha conseguenze pratiche su chi può firmare certi progetti. Nervi firma i propri edifici come "ingegnere costruttore" e collabora con architetti (Gio Ponti al Pirelli, Breuer e Zehrfuss all'UNESCO a Parigi) per le commissioni che richiedono la firma di un architetto. Ma la struttura, che nei suoi edifici coincide con la forma, è tutta sua.
La sua idea di fondo sembra quasi ovvia: una struttura efficiente tende a essere bella. Non sempre, naturalmente, ma con il cemento armato e con le nervature disegnate lungo le linee degli sforzi succede spesso. Quando una nervatura segue le isostatiche, cioè le linee lungo cui passano le forze, la forma che ne esce ha una logica quasi organica che l'occhio percepisce come armonia, anche senza sapere da dove viene.
Il Palazzo dello Sport di Roma
Il Palazzo dello Sport all'EUR (1960), progettato con Marcello Piacentini per le Olimpiadi, ha una cupola di circa cento metri di diametro, nervata all'intradosso. Ma l'immagine più celebre di Nervi è il Palazzetto dello Sport al Flaminio (1957, con Annibale Vitellozzi): visto da sotto, l'intreccio delle nervature della cupola sembra un enorme fiore, o un fiocco di neve. Le nervature non sono decorazione: sono la struttura.
Al Palazzetto la cupola poggia su 36 cavalletti inclinati a forma di Y, disposti tutt'intorno al bordo, che seguono la direzione della spinta e la portano a terra. Sono sculture in cemento armato, ma la loro forma viene dal calcolo. Nervi diceva di cercare la soluzione giusta, e che la bellezza veniva dopo.
Il ferro-cemento e il Palazzetto dello Sport
Una delle sue innovazioni più importanti è il ferrocemento: malta di cemento armata con molti strati di rete metallica sottile, più resistente alla fessurazione del cemento armato normale e realizzabile in spessori di pochi centimetri. Negli anni Quaranta Nervi lo sperimenta sugli scafi delle barche, poi lo porta in edilizia per coperture e volte sottilissime, spesso prefabbricate a piccoli elementi.
Il Salone B di Torino Esposizioni (1948) ha una volta ondulata di circa 95 metri di luce, composta da elementi prefabbricati in ferrocemento spessi pochi centimetri. Per le Olimpiadi di Roma Nervi firma il Palazzo dello Sport, il più grande, con circa 15.000 posti, e il Palazzetto dello Sport, più piccolo ma ancora più audace: una cupola di circa 61 metri composta da elementi prefabbricati in ferrocemento, montati in opera e poi solidarizzati con un getto di calcestruzzo. Il sistema riduce molto il costo delle centine.
Il Pirelli e la collaborazione con Gio Ponti
La Torre Pirelli a Milano (1956–1960) nasce dalla collaborazione tra Nervi e Gio Ponti, probabilmente il più grande ingegnere e il più influente architetto italiano di quegli anni. Ponti disegna la sagoma, sottile e affusolata, con i fianchi che si stringono alle estremità. Nervi risolve la struttura con quattro grandi pilastri centrali che si assottigliano salendo e due nuclei triangolari alle estremità, che liberano i piani dai pilastri intermedi. La forma voluta da Ponti e la struttura di Nervi si sostengono a vicenda.
Nervi muore nel 1979, a 87 anni, dopo aver costruito in mezzo mondo, da Parigi a Sydney, da New York a Montréal. Gli ingegneri e gli architetti che hanno lavorato sulle strutture sottili dopo di lui lo hanno studiato tutti. Più che una formula, lascia un atteggiamento: la struttura non è un problema separato dall'architettura, ne è il cuore.
