Oscar Niemeyer nasce a Rio de Janeiro nel 1907 in una famiglia di origini tedesche. Studia architettura alla Escola Nacional de Belas Artes e si laurea nel 1934. Nel 1936 entra nel gruppo di Lúcio Costa che progetta il Ministério da Educação e Saúde a Rio, con Le Corbusier come consulente. Niemeyer è il più giovane della squadra, ma l'incontro con Le Corbusier è decisivo: assimila i Cinque Punti dell'architettura moderna (pilotis, tetto giardino, pianta libera, finestra a nastro, facciata libera) e poi li trasforma in qualcosa di completamente diverso. Le Corbusier lavora con i solidi puri, cubo, cilindro, sfera. Niemeyer parte dalle stesse premesse strutturali e ne ricava curve.
Niemeyer è comunista, iscritto al partito dal 1945, e non lo nasconde. Dopo il colpo di Stato militare del 1964 si ritrova senza lavoro e sotto pressione, e alla metà degli anni Sessanta si trasferisce a Parigi, da dove lavora per committenti di mezzo mondo. Torna stabilmente in Brasile solo con la fine della dittatura, nel 1985, a settantotto anni, e riprende a lavorare come se nulla fosse.
Brasília: una città costruita in quattro anni
Nel 1956 il presidente Juscelino Kubitschek decide di costruire una nuova capitale nel cerrado, l'altopiano dell'interno, a circa mille chilometri da Rio, e vuole inaugurarla prima della fine del mandato. L'anno dopo Lúcio Costa vince il concorso con un piano a forma di aereo, o di uccello: un asse monumentale con gli edifici del governo e un asse residenziale con le superquadras, isolati di palazzine su pilotis immerse nel verde. Niemeyer riceve l'incarico degli edifici pubblici. In circa quattro anni, entro il 1960, nasce dal nulla una città pensata per 500.000 abitanti. È una delle imprese urbanistiche più ambiziose del Novecento, e delle più discusse: la città funziona bene per chi ha l'automobile, molto meno per chi va a piedi.
Gli edifici di Niemeyer a Brasília non somigliano a niente di precedente. Il Palácio da Alvorada (1958), la residenza presidenziale, poggia su colonne bianche affusolate che sembrano vele o ali: portano davvero, ma si leggono come scultura. Il Congresso Nazionale (1960) mette insieme due torri gemelle per gli uffici, una cupola bianca per il Senato e una calotta rovesciata, aperta verso il cielo, per la Camera dei Deputati. La coppia cupola-calotta è diventata l'immagine di Brasília.
Il cemento come scultura e la Casa das Canoas
Niemeyer tratta il calcestruzzo quasi come argilla. Prima di fare presa è un fluido che prende la forma della cassaforma: se la cassaforma è curva, l'elemento sarà curvo. Il limite è strutturale, perché le armature devono seguire il percorso degli sforzi, ma dentro quel limite le possibilità sono enormi, e lui le esplora edificio dopo edificio, spesso con l'ingegnere Joaquim Cardozo.
La Casa das Canoas a Rio (1953), la sua casa, è il manifesto personale di questo modo di lavorare. Una copertura sottile dalla forma libera sembra galleggiare tra la vegetazione delle colline di Rio, sopra pareti di vetro che rendono incerto il confine tra dentro e fuori. Un grande masso di granito, invece di essere rimosso, entra nella casa e ne diventa parte.
La cattedrale di Brasília e il MAC di Niterói
La Cattedrale Metropolitana di Brasília (1970) è una corona di sedici nervature iperboliche in cemento bianco che si inclinano verso il centro formando un cerchio. Dentro la copertura è tutta vetro, e l'interno è luminosissimo. Ci si entra da un passaggio buio, sotto il livello del suolo, che sbuca all'improvviso nella grande sala piena di luce. La forma esterna ha evocato di volta in volta mani che si congiungono in preghiera, una corona, un calice. Niemeyer ha lasciato aperte tutte le letture.
Il Museu de Arte Contemporânea di Niterói (1996) viene costruito quando Niemeyer ha ottantanove anni. È un disco bianco di circa 50 metri di diametro e 16 di altezza, sostenuto da un unico stelo cilindrico che emerge dalla roccia sul bordo della baia di Guanabara. Si sale attraverso una rampa elicoidale esterna che gira attorno allo stelo. La vista dalla cima — su Rio, sul Corcovado, sulla baia — è il programma principale: l'edificio come belvedere. Il museo è difficile da allestire, perché le pareti inclinate complicano l'esposizione delle opere, ma a Niemeyer non è mai sembrata una buona ragione per fare un edificio meno ardito.
L'esilio, il ritorno e la fine
Durante gli anni dell'esilio parigino (1966-1985), Niemeyer lavora su scala internazionale. La sede del Partito Comunista Francese a Parigi, completata nel 1980, ha un corpo di uffici sinuoso e una sala per le riunioni sotterranea, la cui cupola bianca spunta dal piazzale. In Algeri progetta l'Università delle Scienze (1974); in Italia firma la sede della Mondadori a Segrate (1975), con un grande porticato ad archi di larghezza variabile. Il suo linguaggio, fatto di curve, scultura e cemento bianco, funziona a Rio come a Parigi o a Milano.
Niemeyer muore il 5 dicembre 2012, dieci giorni prima del suo 105° compleanno. Aveva finito di lavorare solo pochi mesi prima. Tra la prima opera importante e l'ultima passano più di settant'anni, una delle carriere più lunghe dell'architettura moderna. A novantasette anni vedeva inaugurare l'Auditorium Ibirapuera a São Paulo, un progetto rimasto nel cassetto per mezzo secolo. Smettere non gli era mai sembrato necessario.
