Oscar Niemeyer nasce a Rio de Janeiro nel 1907 in una famiglia di origini tedesche. Studia architettura alla Escola Nacional de Belas Artes e si laurea nel 1934. Un anno dopo, Lúcio Costa — il suo professore — lo introduce a Le Corbusier, arrivato a Rio come consulente per il progetto del Ministério da Educação e Saúde. Niemeyer lavora nel team di progettazione come disegnatore juniore, ma il contatto con Le Corbusier è decisivo: assimila i Cinque Punti dell'architettura moderna (pilotis, tetto giardino, pianta libera, finestra a nastro, facciata libera) e poi li trasforma in qualcosa di completamente diverso. Le Corbusier lavora con la geometria pura, il cubo, il cilindro, la sfera — forme platonica. Niemeyer prende le stesse premesse strutturali e le usa per produrre curve. La formazione è la stessa; il risultato è opposto.

Niemeyer è comunista — membro del Partito Comunista Brasiliano dal 1945, senza mai nasconderlo. Quando nel 1964 il golpe militare installa la dittatura in Brasile, Niemeyer è costretto a espatriare. Vive a Parigi per anni, poi a Berlino Est, poi ancora a Parigi, lavorando da esiliato su progetti internazionali — la sede del Partito Comunista Francese a Parigi (1971), il Centro di Studi Socialisti di Monte Amiata (mai costruito). Torna in Brasile solo nel 1985, quando la dittatura finisce. Ha settantotto anni. Riprende il lavoro come se non si fosse fermato.

Brasília: una città costruita in quattro anni

Nel 1956, il presidente Juscelino Kubitschek decide di costruire una nuova capitale nel cerrado brasiliano — pianura semiarida a 1.000 km dalla costa. Ha quattro anni di mandato e vuole che la città sia completata prima della fine del suo governo. Lúcio Costa vince il concorso urbanistico con un masterplan a forma di aquilone o aeroplano: due assi che si intersecano, uno monumentale con gli edifici del governo, uno residenziale con le superquadras — blocchi abitativi su pilotis con verde comune. Niemeyer riceve l'incarico degli edifici pubblici. In quattro anni, dal 1956 al 1960, viene costruita una città per 500.000 abitanti dal niente. È uno degli atti urbanistici più ambiziosi e discutibili del XX secolo — discutibile perché la città funziona per chi ha un'automobile, molto meno per chi non ce l'ha.

Gli edifici di Niemeyer a Brasília sono qualcosa che non esisteva prima. Il Palácio da Alvorada (1958) — la residenza presidenziale — poggia su colonne paraboliche bianche che sembrano ali di farfalla stilizzate: la struttura è funzionale, ma l'immagine è puramente scultorea. Il Congresso Nazionale (1960) è un sistema di tre elementi: due torri gemelle (dove lavorano i dipendenti), una cupola convessa bianca (il Senato) e una calotta concava bianca (la Camera dei Deputati). La coppia cupola/calotta — una che si gonfia verso l'alto, una che si incava verso l'alto — è la firma formale di Brasília, l'immagine che è apparsa su migliaia di francobolli e copertine.

Il cemento come scultura e la Casa das Canoas

Niemeyer tratta il cemento armato come argilla — un materiale plasmabile che può assumere qualsiasi forma prima di indurire. Questo è possibile perché il calcestruzzo è, prima di solidificarsi, un liquido che si adatta perfettamente alla cassaforma. Se la cassaforma è curva, il cemento è curvo. Il limite è strutturale — le armature in ferro devono seguire le traiettorie di sforzo — ma entro questi limiti le possibilità formali sono immense. Niemeyer le esplora sistematicamente, edificio dopo edificio, trovando sempre una soluzione diversa allo stesso problema di base: come usare il cemento per fare qualcosa di impossibile con la pietra, il mattone o l'acciaio.

La Casa das Canoas a Rio de Janeiro (1953) — la sua residenza privata — è il manifesto personale di questo programma. Una lastra di cemento dalle forme organiche galleggia sopra un affioramento di granito nel mezzo della foresta di Tijuca. Il pavimento del soggiorno è in parte all'interno, in parte all'esterno — la linea tra dentro e fuori è una parete di vetro che sparisce quando è aperta. La roccia di granito emerge attraverso il pavimento di vetro della sala — non viene rimossa, viene inglobata. La casa non è costruita contro il paesaggio: è costruita con il paesaggio, attorno alla roccia, sotto la lastra che filtra la luce attraverso la copertura di alberi tropicali.

Niemeyer — opere principali
Ministério da Educação, Rio1943 · con Le Corbusier · brise-soleil verticali
Casa das Canoas1953 · Rio de Janeiro · lastra curva · roccia inglobata
Palácio da Alvorada, Brasília1958 · colonne paraboliche bianche "ali di farfalla"
Congresso Nazionale, Brasília1960 · cupola + calotta + torri gemelle
Cattedrale di Brasília1970 · 16 nervature iperboliche · luce dall'alto
MAC Niterói1996 · disco su stelo · vista sulla baia di Guanabara
Pritzker Prize1988

La cattedrale di Brasília e il MAC di Niterói

La Cattedrale Metropolitana di Brasília (1970) è una corona di sedici nervature iperboliche in cemento bianco che si inclinano verso il centro formando un cerchio. Internamente, il soffitto è vetrate colorate e la luce entra dall'alto — l'interno è luminoso nonostante l'esterno sembri massiccio. L'accesso avviene attraverso un tunnel buio interrato che emerge improvvisamente nel grande spazio luminoso: l'oscurità prima della luce, come schema liturgico architettonico. La forma esterna ha evocato di volta in volta mani che si congiungono in preghiera, una corona, un calice. Niemeyer non ha mai spiegato il riferimento — probabilmente perché la forma era, per lui, una conseguenza strutturale prima che un simbolo.

Il Museu de Arte Contemporânea di Niterói (1996) viene costruito quando Niemeyer ha ottantanove anni. È un disco bianco di 16 metri di diametro, sostenuto da un unico stelo cilindrico che emerge dalla roccia sul bordo della baia di Guanabara. Si sale attraverso una rampa elicoidale esterna che gira attorno allo stelo. La vista dalla cima — su Rio, sul Corcovado, sulla baia — è il programma principale: l'edificio come belvedere. Il museo è difficile da allestire (le pareti inclinate rendono complicato appendere le opere), ma questo non è mai sembrato a Niemeyer un problema sufficiente per giustificare un edificio meno interessante.

«Niemeyer è comunista e costruisce per i presidenti del Brasile. È esiliato dalla dittatura e continua a progettare da Parigi. Torna a ottantotto anni e costruisce ancora. Muore a centosei anni, dieci giorni prima del compleanno, mentre il suo studio è ancora aperto. La traiettoria è improbabile — ma la curva, quella, è sempre stata la stessa.»

L'esilio, il ritorno e la fine

Durante gli anni dell'esilio parigino (1964-1985), Niemeyer lavora su scala internazionale. La sede del Partito Comunista Francese a Parigi (1971) è un edificio basso e orizzontale — quasi invisibile dalla strada — con un auditorium sotterraneo dalla cupola che emerge dal giardino: la sfera che appare dal suolo come un oggetto misterioso. In Algeri progetta l'Università delle Scienze (1974); in Italia lavora al progetto della Mondadori a Segrate (1975) con un grande colonnato ad archi — un edificio che dialoga con la tradizione classica italiana attraverso il cemento bianco. Sono edifici che dimostrano quanto il programma di Niemeyer — la curva, la scultura, il cemento bianco — sia portabile: funziona a Rio come a Parigi, a Brasília come a Milano.

Niemeyer muore il 5 dicembre 2012, dieci giorni prima del suo 105° compleanno. Aveva finito di lavorare solo pochi mesi prima. Tra la sua prima opera significativa e l'ultima passano quasi settant'anni di carriera — una delle più lunghe della storia dell'architettura moderna. La curiosità intellettuale è rimasta intatta. A novantotto anni completava l'Auditorium di Ibirapuera a São Paulo, un progetto che aveva nel cassetto da decenni. Non aveva smesso di fare cose nuove perché non aveva mai capito perché avrebbe dovuto.