Il 29 gennaio 1957, la giuria del concorso internazionale per l'Opera di Sydney annuncia il vincitore: Jørn Utzon, architetto danese di trentasei anni, quasi sconosciuto a livello internazionale. Il progetto è stato trovato da Eero Saarinen — che è arrivato in ritardo alla giuria — nel mazzo degli esclusi. I disegni di Utzon erano stati scartati dalla prima selezione perché le cosiddette "conchiglie" del tetto non erano abbastanza sviluppate tecnicamente da essere costruibili con la tecnologia del 1957. Saarinen li recupera e convince la giuria. Non sa ancora come si costruiranno quelle conchiglie. Sa che il progetto è giusto.
Il problema tecnico è reale. Le "conchiglie" di Utzon — in realtà non conchiglie ma spicchi sferici — non hanno una geometria definita nei disegni del concorso. Hanno una forma approssimata a mano libera che sembra funzionare visivamente ma che non è traducibile direttamente in struttura. Nei primi anni di cantiere, Utzon e la sua équipe sperimentano diverse soluzioni geometriche per trovare una forma costruibile che si avvicini all'originale. La soluzione arriva nel 1961: tutti i gusci sono porzioni della superficie di una stessa sfera di raggio 75 metri. Questa uniformità rende possibile prefabbricare tutti gli elementi strutturali con gli stessi stampi.
Il conflitto con il governo
Utzon lavora a Sydney dal 1958. Nel 1965, il governo del New South Wales cambia: entra il partito conservatore. Il nuovo ministro delle opere pubbliche, Davis Hughes, taglia i fondi e impone modifiche al progetto. Il conflitto si aggrava nel 1966: Utzon non riceve più i pagamenti, non riesce a parlare con Hughes, non ottiene informazioni sulle modifiche che il governo vuole apportare agli interni — la parte su cui Utzon aveva lavorato di meno. Il 28 febbraio 1966, Utzon si dimette. Lascia l'Australia senza mai più tornarci.
I quattro architetti australiani che completano il lavoro faranno del loro meglio — ma gli interni dell'Opera di Sydney, inaugurata nel 1973, sono mediocri rispetto alle aspettative create dall'esterno. La sala concerti principale ha un'acustica inizialmente scarsa, corretta con interventi successivi. Gli spazi interni non hanno la qualità organica del guscio esterno. È un caso classico di grande architettura "decapitata" dal conflitto con il committente.
Le altre opere: Bagsværd e Can Lis
Dopo Sydney, Utzon costruisce poco — ma quello che costruisce è di grande qualità. La Chiesa di Bagsværd vicino a Copenaghen (1976) è l'esempio più completo del suo pensiero maturo: una struttura esterna quasi anonima, di calcestruzzo prefabbricato, che nasconde un interno di volta a guscio ondulata. Le onde del soffitto — calcolate per distribuire uniformemente la luce zenitale — producono uno spazio sacro di bellezza rara. Non c'è iconografia religiosa tradizionale: la luce e la forma fanno il lavoro della spiritualità. Bagsværd è, per molti critici, la risposta alla domanda lasciata aperta da Sydney: cosa avrebbe potuto fare Utzon all'interno dell'Opera se non fosse stato mandato via.
Can Lis, la casa che Utzon costruisce per sé stesso a Maiorca nel 1972 — l'anno prima dell'inaugurazione di Sydney — è l'opposto in tutto. È piccola, quasi domestica, in pietra arenaria locale color ocra. Finestre tagliate nel muro spesso incorniciano il mare Mediterraneo come quadri. Non c'è struttura spettacolare. Non c'è geometria complessa. C'è solo l'attenzione precisa alla qualità della luce, del materiale, della vista sul mare — le stesse qualità che Utzon ha sempre perseguito, a qualsiasi scala.
Il Pritzker senza l'inaugurazione
Utzon riceve il Pritzker Prize nel 2003, trent'anni dopo l'inaugurazione di un edificio su cui non aveva controllo da trentasette anni. Non va a Sydney a riceverlo. La motivazione della giuria dice esplicitamente che c'è poca architettura del XX secolo che ha cambiato l'immagine di un intero continente come l'Opera di Sydney. L'Opera di Sydney è il simbolo dell'Australia a livello globale più di qualsiasi altro edificio, paesaggio o monumento. Ha fatto per il turismo australiano — calcolabile in milioni di visitatori diretti e indiretti — più di qualsiasi campagna promozionale.
Utzon muore a Copenhagen nel 2008, a novant'anni. Non è mai tornato a Sydney. Nel 2003, il governo australiano lo aveva contattato per avviare un programma di miglioramento degli interni — il progetto "Utzon Room", un piccolo spazio rivestito di legno di teak, viene completato nel 2004. È il primo intervento suo sull'edificio in trentotto anni. Il figlio Jan Utzon rappresenta il padre alla cerimonia. La grandezza di un'opera non dipende dalla felicità di chi l'ha creata.
