Il teatro greco risolve tre problemi contemporaneamente: visibilità (tutti devono vedere la scena), acustica (tutti devono sentire gli attori senza amplificazione) e capienza (deve ospitare una parte significativa della popolazione della polis, perché il teatro non era intrattenimento ma rito civico e religioso). La soluzione è geometrica: una gradinata semicircolare scavata nel fianco di una collina, con l'orchestra circolare in basso e la scena di fronte. Ogni elemento serve tutti e tre gli obiettivi contemporaneamente.

Se 14.000 persone devono guardare lo stesso punto, ogni posto deve avere la visuale libera. La gradinata a emiciclo, appoggiata alla collina, lo garantisce: ogni fila sta più in alto della precedente e nessuna testa copre la scena a chi sta dietro. La pendenza, ad Epidauro circa 26 gradi, è studiata per questo. Non è un caso che i teatri greci siano sempre su pendii naturali: la collina fa il lavoro strutturale che altrimenti richiederebbe fondazioni costose.

L'acustica di Epidauro

L'acustica di Epidauro è stata studiata scientificamente negli ultimi vent'anni. Uno studio del Georgia Institute of Technology (2007) ha proposto una spiegazione: la sequenza regolare delle gradinate attenua le frequenze basse, quelle del brusio e del vento, e lascia passare meglio le frequenze più alte della voce, che l'orecchio poi ricostruisce. Inclinazione della cavea, passo delle gradinate e pietra lavorano insieme.

Ma torniamo alla scena. Il teatro greco aveva tre elementi architettonici principali: la cavea (le gradinate), l'orchestra (lo spazio circolare al centro, dove danzava il coro) e lo skene (l'edificio di sfondo, che fungeva da quinta scenica e da camerino). L'orchestra è il residuo dell'origine rituale del teatro: prima dell'edificio permanente, le rappresentazioni si svolgevano in spazi circolari all'aperto con il coro al centro e gli spettatori intorno. La forma circolare dell'orchestra è la memoria di questo rito ancestrale.

Teatri greci a confronto
Teatro di EpidauroIV sec. a.C. · 14.000 posti · acustica perfetta
Teatro di Dioniso, AteneVI–IV sec. a.C. · 17.000 posti · primo teatro fisso
Teatro di SiracusaV sec. a.C. · 15.000 posti · ancora in uso
Teatro di MiletoEllenistico · 25.000 posti · scala urbana

Il teatro come istituzione civica

Il teatro ateniese non era intrattenimento nel senso moderno. Era un'istituzione religiosa e civica. Le rappresentazioni si tenevano durante le Grandi Dionisie, la festa in onore di Dioniso. Partecipare era un dovere civico sentito, anche se non un obbligo di legge. Dal IV secolo lo Stato rimborsava il biglietto ai cittadini più poveri con un fondo apposito, il theorikon. Gli spettacoli erano finanziati da cittadini ricchi, i coreghi, come liturgia: un servizio pubblico obbligatorio che poteva costare moltissimo.

Il teatro ospitava anche assemblee politiche. La distinzione netta tra spazio teatrale e spazio politico che noi diamo per scontata non esisteva ad Atene: nel V secolo l'assemblea si riuniva sulla Pnice, ma già allora alcune sedute annuali si tenevano nel teatro di Dioniso, e verso il 300 a.C. vi si trasferirono tutte. Sulle gradinate dove si era visto Sofocle si votavano alleanze e guerre. A uno spazio pubblico così grande si chiedeva di servire a più cose.

«Il teatro greco non è un edificio per l'intrattenimento: è un'istituzione religiosa e civica. La partecipazione era un dovere civico, il biglietto pagato dallo stato, il finanziamento imposto ai ricchi come tassa. L'architettura riflette questa funzione: la scala è quella di una polis intera, non di un pubblico volontario.»

La fortuna del teatro greco

I teatri greci hanno avuto una lunga vita. Alcuni si usano ancora per gli spettacoli estivi, come a Siracusa e a Epidauro. Sono stati copiati: il teatro romano è il diretto discendente del teatro greco, con alcune modifiche importanti (l'orchestra ridotta a semicerchio, la cavea costruita su supporti artificiali invece di essere scavata nella collina, la skené diventata la scaenae frons monumentale). Attraverso Vitruvio e il Teatro Olimpico di Palladio, quella forma arriva fino ai teatri moderni.

Il teatro di Epidauro è anche un sito di guarigione. Era annesso al santuario di Asclepio, dio della medicina. I malati arrivavano a Epidauro per essere curati con il sonno rituale nel santuario (l'incubazione), i bagni, le cure dei sacerdoti. Il teatro faceva parte delle feste del santuario, e non è difficile pensare che lo spettacolo fosse considerato, in qualche modo, parte della cura.