Partiamo da quello che non sappiamo. Non sappiamo con certezza come i blocchi della Grande Piramide sono stati sollevati. Non sappiamo quanti operai ci hanno lavorato (le stime variano tra 20.000 e 100.000). Non sappiamo con precisione in quanti anni fu costruita: le stime vanno da 10 a 30. E non sappiamo come gli Egizi ottennero l'orientamento ai punti cardinali, che sbaglia di pochi primi d'arco. L'Egitto antico ci ha lasciato le piramidi, ma nessun manuale per costruirle.
Quello che sappiamo: la Grande Piramide è stata costruita durante il regno di Cheope (IV dinastia, circa 2589–2566 a.C.). Il sito di Giza fu scelto anche per la geologia: il banco calcareo è stabile, e gran parte dei blocchi fu cavata sul posto. Il granito rosa usato nella camera del re è stato portato da Assuan, 800 km a sud, via Nilo.
Dalla mastaba alla piramide: un secolo di evoluzione
La forma piramidale non nasce di colpo. Da Djoser a Cheope passa circa un secolo, e il punto di partenza è la mastaba, una tomba bassa a forma di panca, con la camera funeraria sottoterra. Il salto decisivo lo compie Imhotep, architetto e visir del faraone Djoser, intorno al 2650 a.C. Imhotep sovrappone sei mastabe di dimensioni decrescenti, una sopra l'altra, creando la Piramide a Gradoni di Saqqara, alta 62 metri. È la prima grande struttura in pietra della storia egiziana.
Dopo Djoser, l'evoluzione è rapida. La Piramide Romboidale del faraone Snefru (padre di Cheope) mostra il tentativo di costruire una piramide a facce lisce, corretto in corsa quando la pendenza si rivelò troppo forte: l'angolo passa da circa 54 a 43 gradi a metà altezza, e da qui il profilo "piegato". Snefru riprova con la Piramide Rossa, la prima vera piramide a facce lisce. Suo figlio Cheope eredita la tecnica e la porta alla scala massima.
La camera del re e i cunicoli
L'interno della Grande Piramide è quasi tutto pieno. I vuoti sono pochi e precisi: due corridoi di accesso (uno discendente, verso una camera mai completata sotto il livello del suolo; uno ascendente, verso le camere interne), la Grande Galleria (un corridoio inclinato alto oltre 8 metri), la Camera della Regina e la Camera del Re. Quest'ultima è interamente in granito rosa di Assuan, a grandi blocchi levigati e accostati con giunti sottilissimi.
Sopra la Camera del Re ci sono cinque vani sovrapposti, le "camere di scarico", chiusi in alto da grandi lastre a capanna che deviano verso i lati il peso della muratura soprastante. Senza, il soffitto piano di granito della camera avrebbe rischiato di cedere. Spazi spesso descritti come misteriosi, insomma, hanno una funzione strutturale molto chiara.
Il rivestimento perduto
Oggi la Grande Piramide ha l'aspetto di una struttura a gradoni, con le pietre esposte e visibili. Non era così: era rivestita da un involucro di pietra calcarea bianca levigata che la rendeva liscia e brillante al sole. La piramide di Chefren conserva ancora una parte di questo rivestimento in cima. Quello della Grande Piramide fu smontato nel Medioevo, soprattutto dopo il terremoto del 1303, e riusato nei cantieri del Cairo. Quello che vediamo oggi è il nucleo, non l'edificio che vedevano gli Egizi.
Ma torniamo alla forma. Perché la piramide? Perché non un obelisco, una torre, un cubo? La risposta più accreditata è cosmologica: la piramide rappresenta i raggi del sole che cadono obliqui sulla terra, visibili attraverso le nuvole. È la forma del dio Ra che scende. Il faraone morto sale lungo i raggi del sole verso il cielo. La forma della tomba è la forma del percorso che il faraone compie nell'aldilà. L'architettura descrive una teologia.
