La chiesa del Gesù a Roma — ufficialmente: Chiesa del Santissimo Nome di Gesù — è forse l'edificio più influente della storia dell'architettura cristiana dopo il Pantheon e San Pietro. Non perché sia la più bella. Non perché sia la più grande. Ma perché è la madre di un tipo: la pianta ad aula unica con cappelle laterali e transetto, che diventa il modello replicato migliaia di volte dalle missioni gesuitiche in Sudamerica, in Asia, in Africa, nelle città europee della Controriforma. Se si entra in una chiesa cattolica costruita tra il 1580 e il 1780 in qualunque parte del mondo, ha quasi certamente la pianta del Gesù.

Il programma dei Gesuiti nasce dalla Controriforma e dalla risposta al protestantesimo. La chiesa protestante valorizza la predica — la parola del predicatore che spiega il Vangelo alla congregazione riunita. La risposta cattolica è: anche noi facciamo prediche, e le facciamo meglio. La pianta richiesta dai Gesuiti per la loro chiesa è un'aula unica, senza colonne intermedie, in cui tutti i fedeli vedono il predicatore e l'altare. Non importa la lunghezza — importa la larghezza e la visuale libera.

Vignola e il compromesso

Il cardinale Alessandro Farnese, che finanzia la costruzione, vuole una chiesa con navate laterali — le navate laterali sono il segno della dignità di una chiesa grande. I Gesuiti vogliono un'aula unica. Vignola risolve il conflitto in modo ingegnoso: costruisce una navata unica larga, ma ai lati inserisce una serie di cappelle — piccole stanze che si aprono sull'aula centrale attraverso archi. Le cappelle non sono navate — sono spazi accessori, non percorribili longitudinalmente. Ma visivamente, da fuori, la chiesa sembra avere una struttura laterale. Il committente è contento. I Gesuiti sono contenti. E Vignola ha inventato un tipo.

La facciata è completata da Giacomo della Porta nel 1584, dopo la morte di Vignola. La facciata del Gesù è anche essa un tipo — con i volute che collegano la parte alta (la navata centrale, più alta) alla parte bassa (le cappelle, più basse). Le volute laterali sono un'invenzione di Alberti per Santa Maria Novella a Firenze (1470), ripresa e sistematizzata qui, e poi replicata in migliaia di facciate barocche e neoclassiche fino all'Ottocento.

Il Gesù — dati e influenza
ProgettistaVignola (1568–1575) · Giacomo della Porta (facciata)
CommittenteCardinale Alessandro Farnese
DimensioniNavata: 57m × 17,5m · Transetto: 35m
Tipo esportatoMissioni gesuitiche · 3 continenti · 250 anni
Volta affrescataBaciccia, 1679 · Trionfo del Nome di Gesù

Vignola: l'architetto dei trattati

Giacomo Barozzi da Vignola (1507–1573) è l'architetto più influente della seconda metà del Cinquecento romano — e il meno celebrato rispetto al suo peso storico. Formato nell'ambiente di Raffaello e Michelangelo, diventa il punto di riferimento per la codificazione degli ordini classici: il suo trattato "Regola delli cinque ordini d'architettura" (1562) è il manuale degli ordini classici più diffuso della storia, tradotto in tutte le lingue europee e usato nelle scuole di architettura fino all'Ottocento. Mentre Palladio scrive un trattato teorico e narrativo, Vignola pubblica tavole grafiche — misure, proporzioni, dettagli — con minimo testo. Ogni architetto in Europa conosce le tavole di Vignola; molti non hanno mai letto Palladio per intero.

Ma Vignola è anche un architetto pratico e versatile: costruisce villa Farnese a Caprarola (1559), una fortezza pentagonale trasformata in villa signorile con un cortile circolare interno; costruisce le Terme dei Papi a Viterbo; collabora con Michelangelo a San Pietro prima di prenderne la direzione dopo la morte del maestro. Il Gesù è il suo ultimo progetto, lasciato incompleto alla morte nel 1573.

L'interno barocco e le missioni globali

L'interno del Gesù, sobrio al momento della costruzione, viene trasformato nel XVII secolo in uno spettacolo di marmi, stucchi, affreschi e sculture. Il ciclo di affreschi della volta — il "Trionfo del Nome di Gesù" di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccia (1679) — è uno degli esempi più estremi della pittura d'illusione barocca: le figure dipinte "escono" dalla cornice della volta e sembrano stagliarsi contro il cielo vero. La distinzione tra architettura, pittura e scultura si dissolve — il Barocco raggiunge qui la sua massima fusione delle arti. La cappella di Sant'Ignazio (1696), con la statua d'argento del fondatore dei Gesuiti e le colonne di lapislazzuli, è una delle opere di oreficeria architettonica più stravaganti della storia.

La tipologia gesuitica viene replicata nelle missioni in modo adattivo: in Cina, i Gesuiti usano la struttura spaziale del Gesù con decorazione confuciana. In Sudamerica, con decorazioni indigene guaranì che rivestono le facciate barocche delle missioni in Paraguay e Argentina — uno dei casi più straordinari di sincretismo architettonico della storia coloniale. La tipologia serve come struttura universale; il rivestimento è locale. Il Gesù di Vignola è nato per risolvere un conflitto tra committente e cliente — e ha finito per produrre il tipo edilizio più diffuso in tre continenti per duecento anni.

«La pianta del Gesù — navata unica larga, cappelle laterali, transetto, coro — diventa il tipo della chiesa cattolica moderna in tutto il mondo. Vignola la inventa per risolvere un conflitto tra il committente e il cliente. Due persone che non si accordano producono, involontariamente, il progetto più copiato dei due secoli successivi.»