Piazza Navona non è nata come piazza. È nata come stadio — lo Stadio di Domiziano, costruito nel 86 d.C. per le gare atletiche greche (non per le corse dei carri: quelle erano al Circo Massimo). Lo stadio aveva una pianta ovale lunga 265 metri con una cavea per 30.000 spettatori. Con la caduta dell'impero romano la struttura viene abbandonata — ma i muri perimetrali rimangono, e su di essi si costruiscono le case medievali che formano il bordo della piazza. Il nome "Navona" deriva probabilmente da "in agone" — i giochi — corrotto nel tempo. La forma stretta e ovale è quella della pista degli atleti.
Nel Medioevo e nel Rinascimento la piazza serve come mercato settimanale. Nel Seicento diventa il centro rappresentativo del quartiere dei Pamphilj — la famiglia del papa Innocenzo X (1644–1655). Il palazzo di famiglia — Palazzo Pamphilj — sta sul lato occidentale. Per dare alla piazza il carattere di un'aula urbana pontificia, Innocenzo commissiona a Borromini la chiesa di Sant'Agnese in Agone sul lato ovest, e a Bernini la fontana al centro. Sono i due nemici per eccellenza — in competizione permanente — costretti a collaborare allo stesso spazio urbano.
La Fontana dei Quattro Fiumi
La fontana di Bernini (1651) ha una struttura narrativa precisa. Al centro, l'obelisco egizio — simbolo del potere universale, importato a Roma dai Romani e ora riutilizzato dal papato come emblema della propria universalità. Alla base, una roccia traforata — il mondo naturale — da cui emergono quattro colossi in travertino e marmo che personificano i quattro fiumi simbolo dei quattro continenti allora noti: il Nilo (Africa, con la testa coperta — perché la sorgente era ancora ignota), il Rio de la Plata (Americhe), il Danubio (Europa), il Gange (Asia).
La leggenda vuole che il colosso del Rio de la Plata si copra gli occhi con la mano per non vedere la facciata di Borromini — e che il San Filippo Neri sulla facciata di Borromini si copra gli occhi per non vedere la fontana di Bernini. È una storia deliziosa e completamente falsa: la fontana è stata completata nel 1651, la facciata di Borromini è stata iniziata nel 1652. Bernini non poteva rispondere a qualcosa che non c'era ancora. Ma le tradizioni false sono a volte più vive delle verità.
La vita medievale e rinascimentale della piazza
Per quasi mille anni — dal V al XVII secolo — Piazza Navona è un mercato. Il mercato di Piazza Navona (attivo fino al 1869) è il principale mercato di alimentari e merci di Roma settentrionale. I banchi coprono l'intera lunghezza della piazza; al centro, tra un banco e l'altro, si svolgono spettacoli di giocolieri, acrobati, venditori di medicine, predicatori ambulanti. La forma ovale stretta — eredità dello stadio — è perfetta per un mercato: i commercianti allineati lungo i lati, il flusso di compratori che percorre il perimetro. Quello che Domiziano aveva progettato come pista atletica funziona, secoli dopo, come strada commerciale. La forma resiste agli usi.
Quando i Pamphilj trasformano la piazza in rappresentazione del loro potere pontificio, il mercato non sparisce subito — convive con la fontana di Bernini e con la chiesa di Borromini per un altro secolo e mezzo. È solo con il nuovo piano urbanistico post-unitario che il mercato viene spostato a Campo de' Fiori (1869). Allora la piazza diventa quella che è oggi: un salotto rappresentativo, senza funzione commerciale, dominato dai turisti e dai ristoranti con i tavolini. La perdita del mercato è la perdita della vitalità popolare che la piazza aveva avuto per secoli.
La piazza come teatro
Piazza Navona nel XVII–XVIII secolo non è solo uno spazio di circolazione — è un teatro urbano. Ogni sabato di agosto la piazza veniva allagata intenzionalmente: le bocche delle fontane venivano chiuse, il fondo della piazza — leggermente inclinato e impermeabilizzato con la pavimentazione — tratteneva l'acqua fino alle caviglie. Le carrozze dei nobili sguazzavano nell'acqua, i bambini giocavano, i venditori ambulanti offrivano sorbetti e gelati. Il "lago di Piazza Navona" era una delle attrazioni principali di Roma barocca, un appuntamento estivo atteso e codificato come un rituale. Il costume dura fino all'inizio dell'Ottocento.
E qui bisogna essere precisi: il teatro urbano barocco non è decorazione — è politica. La piazza bella, animata, con la fontana di Bernini e la chiesa di Borromini, serve a dimostrare il potere e la magnificenza del papato in un momento in cui la Riforma protestante aveva messo in discussione l'autorità di Roma. La città bella è un argomento teologico: se Dio sorregge la Chiesa, la Chiesa produce bellezza. La fontana dei Quattro Fiumi dice: Roma governa il mondo — i quattro fiumi dei quattro continenti riconoscono la supremazia della croce che sovrasta l'obelisco. L'urbanistica barocca è propaganda in pietra e acqua. Bernini lo sapeva. E il papa lo sapeva ancor più di lui.
