Piazza Navona nasce come stadio, quello di Domiziano, costruito intorno all'86 d.C. per le gare atletiche alla greca (le corse dei carri si tenevano al Circo Massimo). Era lungo circa 275 metri e poteva accogliere circa 30.000 spettatori. Dopo la fine dell'impero viene abbandonato, ma le strutture restano, e sopra le gradinate crescono le case che oggi formano il bordo della piazza. Il nome "Navona" deriva probabilmente da "in agone", cioè "nei giochi", deformato nel tempo. La forma stretta e ovale è quella della pista degli atleti.

Dal 1477 la piazza ospita il mercato cittadino, trasferito qui dal Campidoglio. Nel Seicento diventa il centro rappresentativo del quartiere dei Pamphilj — la famiglia del papa Innocenzo X (1644–1655). Il palazzo di famiglia, Palazzo Pamphilj, sta sul lato occidentale. Per dare alla piazza il carattere di un'aula urbana pontificia, Innocenzo commissiona a Borromini la chiesa di Sant'Agnese in Agone sul lato ovest, e a Bernini la fontana al centro. I due grandi rivali si ritrovano così a lavorare nello stesso spazio.

La Fontana dei Quattro Fiumi

La fontana di Bernini (1651) ha una struttura narrativa precisa. Al centro l'obelisco, simbolo di potere universale, recuperato dal papato come emblema della propria autorità; in cima la colomba dei Pamphilj. Alla base uno scoglio traforato, il mondo naturale, da cui emergono quattro colossi di marmo che personificano i quattro fiumi simbolo dei quattro continenti allora noti: il Nilo (Africa, con il capo velato perché le sue sorgenti erano ancora ignote), il Rio de la Plata (Americhe), il Danubio (Europa), il Gange (Asia).

La leggenda vuole che il Nilo si copra il capo per non vedere la facciata di Borromini, e che la sant'Agnese in cima alla chiesa si porti la mano al petto per rassicurare il Rio de la Plata, che alza il braccio temendo un crollo. È una bella storia, ma è falsa: la fontana è stata completata nel 1651, la facciata di Borromini è stata iniziata nel 1652. Bernini non poteva rispondere a qualcosa che ancora non c'era. Le leggende, però, resistono meglio dei fatti.

Piazza Navona: elementi
Forma originaleStadio di Domiziano · 86 d.C. · 265m ovale
Fontana dei Quattro FiumiBernini · 1651 · obelisco egizio
Sant'Agnese in AgoneBorromini (facciata) · 1652–1672
Palazzo PamphiljGirolamo Rainaldi (poi Borromini) · 1644–50 · ora Ambasciata brasiliana
Allagamento estivoXVII–XIX sec. · ogni sabato d'agosto · carrozze nell'acqua

La vita medievale e rinascimentale della piazza

Per quasi quattro secoli, dal 1477 al 1869, Piazza Navona è anche un mercato, uno dei principali della città. I banchi coprono l'intera lunghezza della piazza; al centro, tra un banco e l'altro, si svolgono spettacoli di giocolieri, acrobati, venditori di medicine, predicatori ambulanti. La forma lunga e stretta ereditata dallo stadio è ideale per un mercato: i commercianti allineati lungo i lati, il flusso di compratori che percorre il perimetro. La pista di Domiziano, secoli dopo, funziona come una strada commerciale: la forma sopravvive cambiando uso.

Quando i Pamphilj trasformano la piazza in rappresentazione del loro potere pontificio, il mercato resta, accanto alla fontana di Bernini e alla chiesa di Borromini, per oltre due secoli. Solo nel 1869 viene spostato a Campo de' Fiori, e la piazza diventa quella di oggi: un salotto senza commercio, dominato dai turisti e dai tavolini dei ristoranti. Con il mercato se ne va anche gran parte della sua vita popolare.

La piazza come teatro

Tra Sei e Ottocento Piazza Navona è anche un teatro all'aperto. Nei fine settimana d'agosto la si allagava apposta: si chiudevano gli scarichi delle fontane e la piazza, che allora era concava, si riempiva d'acqua. Le carrozze dei nobili sguazzavano nell'acqua, i bambini giocavano, i venditori ambulanti offrivano sorbetti e gelati. Il "lago di Piazza Navona" era una delle attrazioni principali di Roma barocca, un appuntamento estivo atteso e codificato come un rituale. L'usanza va avanti fino al 1866.

Il teatro urbano barocco è anche politica. La piazza bella, animata, con la fontana di Bernini e la chiesa di Borromini, serve a dimostrare il potere e la magnificenza del papato in un momento in cui la Riforma protestante aveva messo in discussione l'autorità di Roma. La bellezza della città diventa un argomento: una Chiesa che produce tanta bellezza è una Chiesa che Dio sostiene. La fontana dice che i fiumi dei quattro continenti riconoscono la croce in cima all'obelisco. È propaganda fatta di pietra e acqua, e il papa lo sapeva bene quanto Bernini.

«Piazza Navona sta sopra uno stadio romano, e la sua forma allungata è quella della pista di Domiziano. Bernini e Borromini lavorano dentro uno spazio che l'antichità aveva già disegnato. A Roma si costruisce sempre sopra Roma.»