Filippo Juvara è il Bernini del Nord Italia. Non per il temperamento — Bernini era esuberante, teatrale, competitivo; Juvara è più sistematico, più colto nel senso del teorico di architettura. Ma per il ruolo: entrambi sono architetti di corte di assoluta fiducia del proprio sovrano, che hanno trasformato la capitale della loro committenza in un palcoscenico architettonico di livello europeo. Bernini ha trasformato Roma per il papato. Juvara ha trasformato Torino per i Savoia.

Torino nel Settecento è una capital in costruzione. I Savoia — una casata periferica diventata importante grazie alla posizione strategica tra Francia e Italia — vogliono una capitale che dimostri la loro legittimità al rango reale (sono diventati re di Sardegna nel 1713). Juvara disegna la Basilica di Superga sulle colline sopra Torino (1717–1731), la Palazzina di Caccia di Stupinigi (1729), il palazzo Madama, il palazzo Reale. È un programma urbanistico-architettonico di dimensioni regali — letteralmente.

La pianta a croce di Sant'Andrea

La Palazzina di Stupinigi ha una pianta che non ha precedenti nella storia dell'architettura italiana. Il nucleo è un salone ovale coperto da cupola — il punto focale dell'edificio, visibile dall'esterno per il profilo della cupola e il cervo in bronzo in cima. Dal salone si dipartono quattro bracci in diagonale — la croce di Sant'Andrea — ciascuno con appartamenti reali, sale di rappresentanza, cucine. I bracci formano angoli di 45° tra loro, creando un edificio che si apre verso i quattro quadranti del paesaggio circostante.

Questa forma a stella — insolita per una residenza — ha una ragione funzionale: la caccia. L'edificio sta al centro di un bosco di caccia (ora in gran parte dismesso), e i quattro bracci si aprono verso i viali alberati da cui partivano i cacciatori. La pianta è la mappa dei percorsi di caccia. L'architettura e il paesaggio sono progettati insieme.

Juvara a Torino — opere principali
Basilica di Superga1717–1731 · colline torinesi · cupola visibile da 30km
Palazzina di Stupinigi1729 · pianta a X · salone ovale · cervo in bronzo
Palazzo Madama (facciata)1718–1721 · facciata barocca su castello medievale
Quartiere di San Filippo1730 · espansione urbana di Torino

Il salone centrale

Il salone centrale della Palazzina è uno degli spazi più eleganti del barocco italiano. Ha forma ovale, è alto 17 metri, è illuminato da finestre alte e da un oculo nella cupola. La decorazione è roccocò — più leggera del barocco romano: stucchi bianchi e dorati, affreschi di Carle Van Loo e Giovanni Battista Crosato, specchi, marmi. Non c'è niente di pesante o cupo qui — è tutto leggerezza, colore, movimento. Siamo nel pieno del Settecento, e il barocco si è alleggerito.

Ma torniamo alla struttura. La cupola ottagonale del salone è sostenuta da quattro piloni — una soluzione strutturale che ricorda le cattedrali gotiche, non il barocco romano. Juvara ha studiato attentamente Borromini — di cui apprezza la geometria audace — e qui usa elementi strutturali che Borromini avrebbe approvato: la forma non convenzionale, la luce dall'alto, l'effetto di leggerezza ottenuto con materiali pesanti. Il barocco torinese è più intellettuale e meno teatrale di quello romano.

«La Palazzina di Stupinigi ha una pianta a croce di Sant'Andrea — quattro bracci diagonali che si aprono nel paesaggio di caccia. Non è la forma di un palazzo: è la forma di un sistema uomo-territorio. L'architettura e il paesaggio progettati come un insieme. Juvara pensa su scala territoriale quando tutti pensano su scala dell'edificio.»

Il confronto con Versailles

Versailles (1682) e Stupinigi (1729) sono due risposte diverse allo stesso problema: come costruire un palazzo reale che dimostri il potere assoluto. Versailles usa la simmetria assiale perfetta, la monumentalità delle dimensioni, l'assoggettamento del paesaggio a una geometria rigorosa. Stupinigi usa la leggerezza, la varietà delle forme, l'apertura verso il paesaggio invece del controllo di esso. Versailles è una dichiarazione di potere. Stupinigi è un gesto di eleganza. I Savoia — un'altra corte del Settecento europeo — scelgono l'eleganza al posto della grandiosità. Non è una scelta estetica: è una scelta politica. L'Europa del 1729 non è quella del 1682 — la monarchia assoluta deve giustificarsi diversamente.