Il Neues Museum, costruito da Stüler a partire dal 1841 e aperto nel 1855, gravemente danneggiato nel 1943 e nel 1945 e lasciato in rovina nella Berlino divisa, è uno dei casi di restauro più difficili del secondo Novecento, più per ragioni di principio che tecniche. Come si restaura un edificio che porta in sé la memoria di una distruzione? Lo si ricostruisce com'era, o lo si conserva come rudere? Oppure si cerca una terza strada?

David Chipperfield, britannico, nato nel 1953, vince il concorso nel 1997 e, con l'architetto restauratore Julian Harrap, sceglie la terza strada: conservare quello che resta, completare con materiali nuovi ciò che è andato perduto, senza falsi storici. Dove le decorazioni di Stüler sono sparite non le rifà; le nuove parti sono in mattoni di recupero o in calcestruzzo chiaro impastato con scaglie di marmo. Ne esce un edificio in cui si leggono insieme due epoche: lo Stüler dell'Ottocento dove è sopravvissuto, il Chipperfield del 2009 dove mancava.

La filosofia del restauro

Il riferimento sono le carte internazionali del restauro, a cominciare dalla Carta di Venezia (1964): l'intervento nuovo deve essere riconoscibile, per non ingannare chi guarda, ma anche discreto, per non competere con l'originale. È un equilibrio difficile, e al Neues Museum Chipperfield lo trova: le parti nuove si distinguono per colore, tessitura e dettagli, ma senza mettersi in mostra.

Torniamo alla polemica. Una parte dei berlinesi voleva la ricostruzione fedele, com'era prima della guerra, con tutte le decorazioni di Stüler. Chipperfield risponde che la distruzione fa parte della storia di Berlino quanto la costruzione, e che fingere che non sia avvenuta sarebbe un falso. Il museo porta in sé quella memoria, non come monito ma come fatto storico.

David Chipperfield: opere principali
Neues Museum, Berlino2009 · restauro · 1997–2009 · Premio Mies van der Rohe
Hepworth Wakefield, UK2011 · scultura come architettura · volumi prismatici
Museo Jumex, Città del Messico2013 · tetto a dente di sega · luce zenitale
James Simon Galerie, Berlino2019 · portale Isola dei Musei · colonnato contemporaneo
Procuratie Vecchie, Venezia2022 · riattivazione del piano superiore di Piazza San Marco

La James Simon Galerie

La James Simon Galerie (2019), anch'essa sull'Isola dei Musei di Berlino, è il completamento del progetto del Neues Museum — ma è un edificio ex-novo, non un restauro. È il nuovo ingresso dell'Isola dei Musei: un edificio con un alto colonnato in pietra artificiale chiara, che dialoga con il linguaggio classico dei musei vicini, dall'Altes Museum di Schinkel al Pergamon, senza imitarli. Moderno nei materiali e nei dettagli, rispettoso nel tono. Il metodo è lo stesso del Neues Museum: dialogo tra nuovo e storico, senza falsificazioni in nessuna direzione.

Nel 2023 Chipperfield riceve il Pritzker. Non è un architetto di gesti spettacolari: costruisce edifici seri, ben fatti, attenti al luogo e alla storia. In un'architettura contemporanea spesso dominata dall'effetto, è una posizione rara.

«Al Neues Museum Chipperfield lascia in vista le ferite della guerra: non le cancella e non le finge, le completa con materiali chiaramente nuovi. Il museo racconta insieme la storia di Stüler e quella della distruzione. È la stessa logica delle stratificazioni romane, in versione berlinese.»