Carlo Scarpa: il dettaglio come progetto
Scarpa non disegnava edifici: disegnava giunti. La giunzione tra due materiali, tra un vecchio muro e un nuovo pavimento. In quarant'anni di carriera ha costruito pochissimo e cambiato tutto.
Aldo Rossi: la città analoga
Nel 1966 pubblica "L'architettura della città". In centocinquanta pagine demolisce quarant'anni di urbanistica funzionalista e propone la memoria collettiva come fondamento della forma.
Rem Koolhaas: il grande spazio vuoto
1978: pubblica "Delirious New York" a trentaquattro anni. Poi costruisce per vent'anni. Poi scrive "Junkspace" e demolisce teoricamente quello che aveva costruito.
Renzo Piano: la leggerezza come programma
Al Pompidou del 1971 le tubature sono all'esterno e colorate per funzione. A 80 anni, Piano nasconde tutto. Il programma non cambia: capire come funziona l'edificio senza vederlo.
Frank Gehry: il titanio che danza
Nel 1978 Gehry ristruttura la propria casa a Santa Monica con rete metallica industriale e pannelli di compensato grezzo. I vicini protestano. È il momento in cui capisce cosa vuole fare.
Tadao Ando: il cemento come meditazione
La prima opera di Ando è una casa dove per passare dalla cucina al bagno bisogna attraversare il cortile aperto. Se piove, ci si bagna. Non è un errore: è un programma.
Zaha Hadid: la forma come movimento
Dal 1983 al 2006 Hadid vince concorsi che non vengono mai costruiti. Prima donna Pritzker nel 2004. Il MAXXI di Roma inaugura nel 2010.
Norman Foster: l'acciaio trasparente
La cupola del Reichstag di Berlino (1999) ha una rampa a spirale aperta al pubblico che si sovrappone all'aula del parlamento. È un argomento sulla democrazia costruito in vetro.
Peter Zumthor: l'atmosfera come progetto
Zumthor ha uno studio a Haldenstein, 800 abitanti. Non ha un sito web. Costruisce poco. Le Terme di Vals hanno richiesto cinque anni solo per trovare come tagliare la pietra.
Kengo Kuma: scomparire nell'ambiente
Il programma di Kuma: "cancellare l'architettura". Il Museo della Pietra di Tochigi è rivestito di pietra locale inclinata di 45°. Da lontano, non si vede.
Bjarke Ingels: l'utopia pratica
BIG costruisce "edonisticamente sostenibile". CopenHill è un termovalorizzatore con una pista da sci sul tetto. Il costo aggiuntivo: 10% del totale. L'impatto sul consenso pubblico: enorme.
Paulo Mendes da Rocha: il brutalismo umano
Il MuBE di São Paulo è un blocco di cemento che galleggia su quattro pilastri. Sotto c'è un giardino pubblico, non un parcheggio. Mendes da Rocha dice: restituisci il suolo che occupi.
Wang Shu: i mattoni della demolizione
Wang Shu raccoglie 6 milioni di mattoni dai villaggi cinesi demoliti. Aspetta dieci anni prima di usarli. Il campus di Hangzhou è la memoria di quello che è stato distrutto per costruirlo.