Norman Foster nasce a Manchester nel 1935 da una famiglia operaia. Studia architettura a Manchester e poi a Yale — dove incontra Richard Rogers, con cui formerà brevemente il Team 4 negli anni Sessanta. La sua carriera decolla negli anni Settanta e Ottanta con una serie di edifici industriali e per uffici in cui porta il high-tech a un grado di raffinatezza formale che i contemporanei raramente raggiungono. Il Sainsbury Centre for Visual Arts a Norwich (1978) è il primo manifesto: un capannone industriale che ospita un museo d'arte, con la struttura e gli impianti integrati nella doppia pelle delle pareti invece di essere nascosti o esposti.
Foster lavora su scale molto diverse: dalla piccola stazione della metropolitana di Bilbao (1994, progettata per l'apertura del Guggenheim di Gehry) all'aeroporto Internazionale di Hong Kong (1998, Chek Lap Kok, costruito su un'isola artificiale), dalla Torre Millennium di Londra al viadotto di Millau in Francia (2004, il viadotto più alto del mondo, con i piloni che emergono dalla nebbia delle gole del Tarn). La scala non lo intimorisce — ma non lo inebbria neppure.
Il Reichstag di Berlino
Il Reichstag di Berlino è il progetto che rende Foster noto al grande pubblico. L'edificio originale — costruito nel 1894, bruciato nel 1933, semidistrutto nella Seconda Guerra Mondiale, restaurato negli anni Sessanta e usato come museo — viene scelto come sede del parlamento tedesco riunificato nel 1991. Foster vince il concorso nel 1992. Il progetto originale prevede una tettoia gigante sopra tutto l'edificio storico — viene scartato. La versione finale è più sobria: una cupola in vetro e acciaio sopra la sala parlamentare, con due rampe a spirale che portano i visitatori dall'ingresso alla terrazza panoramica.
All'interno della cupola, un cono di specchi (360 specchi per un totale di 54 m²) cattura la luce solare e la rifrange verso il basso nella sala parlamentare, illuminandola con luce naturale senza abbagliamento diretto. Il sistema funziona anche di notte in senso inverso: la luce artificiale della sala sale verso la cupola, che brilla dall'esterno come un faro. È uno dei sistemi di illuminazione naturale più eleganti dell'architettura contemporanea — e anche una metafora del parlamento trasparente.
L'HSBC Hong Kong e il Gherkin di Londra
L'HSBC Building di Hong Kong (1986) è l'edificio che stabilisce la reputazione internazionale di Foster. La struttura è appesa — letteralmente: i 47 piani non si appoggiano su colonne centrali ma sono sospesi da due gruppi di quattro mega-colonne perimetrali, con travi a capriata a intervalli regolari. Questo schema libera completamente il piano terra — che a Hong Kong, dove il suolo è carissimo, è un gesto da calcolare in termini di rendita immobiliare. Sotto l'HSBC c'è uno spazio pubblico coperto, accessibile, attraversabile. Foster lo chiama "piazza coperta", e in una città densamente costruita come Hong Kong ha un valore urbano reale.
Lo Swiss Re Building di Londra (2003) — il "Gherkin", il cetriolo — è un grattacielo da 180 metri nel cuore della City che usa una geometria a doppia curvatura per ottimizzare l'aerodinamica. La forma non circolare permette all'aria di fluire intorno all'edificio riducendo i vortici di vento al piano terra — un problema cronico dei grattacieli prismatici convenzionali. Il sistema di ventilazione usa corridoi a spirale tra le doppie pelli delle facciate per portare aria fresca naturale ai piani senza climatizzazione meccanica nelle stagioni intermedie. La forma è il risultato di un'ottimizzazione ambientale, non di una preferenza estetica. Foster non inizia con "voglio che sia un cetriolo" — inizia con "come si riduce il consumo energetico di un grattacielo in una città ventosa".
Apple Park e la fine del high-tech
Apple Park a Cupertino (2017), progettato con Steve Jobs prima della sua morte, è l'edificio più grande mai costruito da Foster: un anello circolare di vetro e acciaio di 460 metri di diametro che ospita 12.000 dipendenti in un parco di 70 ettari. Ogni pannello di vetro è curvo — prodotto con curvatura specifica per ogni posizione sull'anello, con la precisione di componenti aeronautici. È il high-tech portato all'estremo industriale.
Ma Apple Park segnala anche il limite del high-tech come movimento: l'edificio è straordinario come manufatto tecnico ma non produce un'idea nuova sull'architettura o sulla città. La cupola del Reichstag era high-tech e aveva un argomento civile. Il Gherkin era high-tech e aveva un argomento ambientale. Apple Park è high-tech e ha un committente illimitatamente ricco. La tecnologia è mezzo, non fine — ma quando il mezzo diventa il messaggio, il fine scompare.
