Charles Eames comincia come architetto. Studia alla Washington University di St. Louis, va alla Cranbrook Academy dove lavora con Eliel Saarinen, e lì conosce Ray Kaiser, pittrice allieva di Hans Hofmann. Si sposano nel 1941 e formano una delle coppie creative più prolifiche del Novecento. Non progettano grandi edifici pubblici, ma sedie, tavoli, giocattoli, film, mostre e la propria casa, sempre con lo stesso metodo: ricerca, prototipo, verifica, nuova versione.

La Casa Eames (Case Study House #8) è costruita nel 1949 nel programma Case Study Houses di John Entenza, editor di Arts & Architecture, che aveva commissionato a un gruppo di architetti la progettazione di case economiche e moderne per il dopoguerra americano. Gli Eames usano per la propria casa elementi standard dell'industria: travi in acciaio da catalogo, pannelli di vetro, pannelli colorati in fibrocemento. Costa meno di una casa tradizionale equivalente, e il risultato, facciate di vetro e pannelli colorati tra gli eucalipti, sembra un Mondrian in tre dimensioni.

La sedia come problema di ingegneria

Una sedia Eames in compensato modellato a doppia curvatura, senza bulloni visibili
La doppia curvatura del compensato: è la forma a dare rigidità al legno, senza aggiungere materiale.

Charles Eames ed Eero Saarinen vincono nel 1940 il concorso MoMA "Organic Design in Home Furnishings" con sedute in compensato curvato che con i mezzi dell'epoca non si potevano produrre in serie. Trovare il modo di farlo diventa il lavoro degli anni successivi, passando per le stecche per gambe che gli Eames producono per la Marina durante la guerra. Nel 1945-46 nascono la DCW e la LCW: compensato curvato a doppia curvatura, gambe in legno sagomato, giunti in gomma, nessuna vite in vista.

È il design come ricerca: non si disegna una sedia "bella" per poi capire come produrla, ma si parte dai vincoli (comoda, economica, producibile in serie, bella) e si cerca la forma che li soddisfa tutti. La doppia curvatura serve a irrigidire il compensato senza aggiungere materiale.

Eames: progetti principali
Casa Eames1949 · Pacific Palisades · Case Study House #8
Sedia DAR1950 · fibra di vetro stampata · oggi anche in polipropilene
Lounge Chair 6701956 · compensato e pelle · Herman Miller
Powers of Ten1977 · film · da 10^24 a 10^-16 metri in 9 minuti
Mostra "Mathematica"1961 · IBM · mostra didattica sulla matematica

Il design come punto di contatto

L'interno a doppia altezza della Eames House, con la struttura in acciaio a vista e la passerella del soppalco
L'interno a doppia altezza: la struttura in acciaio resta a vista, senza rivestimenti.

Charles Eames dava del design una definizione semplice: un piano per disporre degli elementi nel modo migliore per raggiungere uno scopo. Non "fare cose belle", e nemmeno solo "far funzionare le cose": lo scopo comprende la funzione, l'estetica, la comunicazione, il contesto.

È questa idea a tenere insieme sedie, film, mostre e casa, nonostante mezzi e problemi diversissimi. Il metodo resta lo stesso; cambiano materiali e scale.

«Gli Eames non separano il bello dall'utile. Non per un principio astratto, ma perché nel loro metodo (prototipo, prova, correzione) la forma che resta è quella che funziona meglio e costa meno. La bellezza viene di conseguenza.»

Powers of Ten: il design come comunicazione scientifica

Nel 1977, Charles e Ray Eames producono il film "Powers of Ten" — nove minuti che partono da un picnic a Chicago e zoomano verso l'esterno fino al limite dell'universo osservabile (10^24 metri), poi rientrano verso il nucleo atomico (10^-16 metri). Il film nasce per l'IBM, con scopi educativi. Non è il loro unico film: realizzano oltre 125 film durante la loro carriera — cortometraggi educativi su argomenti come la matematica, il design, l'architettura, la storia della scienza.

Powers of Ten conta soprattutto come modello di comunicazione: rende visibile a chiunque un concetto astratto come la scala. È lo stesso approccio delle sedie e della casa. Per gli Eames arte, design, comunicazione e architettura sono la stessa domanda: come tradurre un'idea complessa in qualcosa che le persone possano capire, usare, abitare.

L'influenza sulla scuola italiana e il confronto europeo

In Italia gli Eames sono stati studiati meno di quanto meritino, anche se i designer del dopoguerra, da Castiglioni a Magistretti a Sottsass, conoscevano bene il loro lavoro. Il design italiano di quegli anni era legato a imprese medio-piccole, a serie limitate e a un saper fare artigianale; gli Eames puntavano sulla grande industria come strada verso il buon design per tutti. Due culture diverse, non incompatibili. E del resto la Lounge Chair degli Eames (1956) è bellissima ma tutt'altro che economica: il design democratico si è rivelato più difficile del previsto.