Il manifesto del Bauhaus, scritto da Gropius nel 1919, comincia così: "Il fine ultimo di ogni attività artistica è l'edificio." È la dichiarazione di una scuola che vuole riunire le arti visive, abolire la gerarchia tra arte pura e arte applicata e formare progettisti capaci di lavorare dalla sedia alla città. La seconda frase del manifesto: "Formiamo una nuova corporazione di artigiani, senza la presunzione di classe che vuole innalzare un muro arrogante tra artigiani e artisti."

Walter Gropius nasce nel 1883 a Berlino, figlio di un architetto e pronipote del più celebre Martin Gropius. Studia a Monaco e a Berlino, poi lavora nello studio di Peter Behrens, dove negli stessi anni passano anche Mies e Le Corbusier. Nel 1919, su indicazione del belga Henry van de Velde, che aveva diretto la scuola di arti applicate di Weimar, ne diventa direttore, la fonde con l'accademia di belle arti e la chiama Bauhaus, "casa del costruire".

Come funzionava

Il sistema didattico del Bauhaus era radicalmente diverso da quello di qualunque altra scuola d'arte o architettura del tempo. Ogni laboratorio aveva due maestri: un Meister der Form, un maestro della forma (un artista), e un Meister des Handwerks, un maestro dell'artigianato (un tecnico). L'idea era che né l'artista da solo né il tecnico da solo potesse formare un progettista completo: ci volevano entrambi le competenze, insegnate insieme, nello stesso laboratorio, sullo stesso oggetto.

Il percorso cominciava con un corso propedeutico obbligatorio di sei mesi, il Vorkurs: colore, percezione, materiali, composizione astratta, prima di qualunque progetto. Lo tenne all'inizio Johannes Itten, poi László Moholy-Nagy e Josef Albers; Paul Klee e Kandinsky insegnavano la teoria della forma. Chi non superava il Vorkurs non entrava nei laboratori.

Bauhaus: fatti essenziali
Fondazione1919, Weimar · spostato a Dessau 1925 · a Berlino 1932
Chiusura1933 · pressione nazista · decisione del consiglio degli insegnanti
DirettoriGropius (1919–28) · Hannes Meyer (1928–30) · Mies van der Rohe (1930–33)
Studenti totali (14 anni)~1400
Edificio simboloSede di Dessau (1925–26), progettata da Gropius
Il dettaglio della parete-tenda di vetro che avvolge l'angolo dell'edificio del Bauhaus senza montanti visibili
La facciata continua: il vetro gira l'angolo senza pilastri, perché la struttura è arretrata.

La sede di Dessau

Nel 1925 la scuola lascia Weimar per pressioni politiche: il nuovo governo conservatore della Turingia taglia i fondi a quello che considera un covo di sovversivi. Dessau la accoglie e finanzia un edificio nuovo, e Gropius ne fa un manifesto dei principi del Bauhaus.

Nella sede di Dessau (1925–26) l'ala dei laboratori ha una facciata interamente vetrata: non una parete con finestre, ma una pelle di vetro che non porta nulla e lascia vedere la struttura dietro. L'edificio è fatto di corpi diversi (aule, laboratori, residenze per gli studenti, auditorium) che si agganciano a girandola, ciascuno con il suo volume. Non c'è un asse di simmetria centrale: l'edificio si comprende meglio dall'alto, come composizione di volumi, non frontalmente come facciata.

«Più che uno stile, il Bauhaus ha cambiato il modo di pensare dei progettisti: l'idea che ogni oggetto, dalla teiera alla città, vada pensato con gli stessi principi di forma, funzione e materiale si insegna ancora oggi in tutte le scuole di design e di architettura.»

La diaspora del 1933

Quando i nazisti costringono il Bauhaus a chiudere nel 1933, i suoi maestri e i suoi ex allievi si disperdono in tutto il mondo occidentale. Gropius va a Londra, poi nel 1937 va a Harvard, dove insegna architettura fino al 1952. Mies van der Rohe va a Chicago, dove diventa direttore del dipartimento di architettura dell'Illinois Institute of Technology. Moholy-Nagy fonda il New Bauhaus a Chicago nel 1937. Marcel Breuer, uno degli allievi più brillanti, autore della poltrona in tubolare poi chiamata Wassily, raggiunge Gropius a Harvard. Josef e Anni Albers vanno al Black Mountain College in North Carolina.

Il risultato è che le idee del Bauhaus si diffondono negli Stati Uniti con una velocità e una pervasività impossibili in Europa, dove la guerra sta distruggendo tutto. Quando negli anni Cinquanta il design e l'architettura americani diventano un riferimento mondiale, si portano dietro il Bauhaus, non sempre dichiarandolo. L'estetica minimalista, funzionalista, anti-ornamentale che domina il design industriale del secondo Novecento ha radici a Weimar e Dessau, non a New York o Chicago.

Il limite del mito

Il Bauhaus è diventato un marchio. "Stile Bauhaus" si dice di qualunque cosa abbia superfici piatte, colori primari e linee rette, una semplificazione che tradisce la scuola. Il Bauhaus aveva un metodo più che uno stile, e il metodo diceva un'altra cosa: parti dal materiale, dalla funzione, dal processo produttivo, e la forma verrà di conseguenza. Come tutte le buone idee, è stata applicata male più spesso che bene.