Hans Scharoun nasce nel 1893 a Brema e muore nel 1972 a Berlino. In mezzo attraversa la Repubblica di Weimar, il nazismo (durante il quale costruisce solo qualche casa privata e dipinge acquerelli di architetture immaginarie), la guerra, la ricostruzione di Berlino divisa. È un architetto organico nel senso tedesco del termine, diverso da quello americano di Wright: per lui l'edificio deve nascere dal movimento delle persone e dal suo uso specifico, in modo fluido, non da una scatola geometrica decisa a priori.

La Filarmonica di Berlino (concorso 1956, costruzione 1960–1963) è il suo edificio più importante. Il problema del programma era: come si progetta una sala da concerto per circa 2.400 persone? La risposta tradizionale è la "scatola da scarpe": un parallelepipedo con il palco a un'estremità e il pubblico di fronte. La Filarmonica di Boston, la Concertgebouw di Amsterdam, la Carnegie Hall di New York sono shoe-boxes. Hanno un'acustica eccellente. Ma Scharoun parte da un'altra idea: la musica al centro, e le persone intorno.

Il Weinberg

Per Scharoun l'orchestra deve stare al centro, circondata dal pubblico invece che fronteggiata. Il palco non è proprio al centro geometrico, ma il pubblico lo circonda su tutti i lati, distribuito in blocchi di terrazze a quote diverse. Ogni blocco di terrazze è inclinato verso il centro. Il soffitto è una struttura complessa di pannelli inclinati a diversi angoli, progettati dall'ingegnere acustico Lothar Cremer per diffondere il suono in modo uniforme in tutta la sala.

Mettere il pubblico tutto intorno al palco crea però problemi acustici seri: chi sta dietro l'orchestra riceve il suono di molti strumenti "di spalle". Cremer risolve il problema con i pannelli riflettenti del soffitto e con la forma irregolare delle pareti, che diffondono il suono in modo che arrivi da direzioni diverse a ogni posto. Il risultato è un'acustica molto apprezzata e "avvolgente", con il suono che arriva da più direzioni, quasi come stare dentro l'orchestra.

Filarmonica di Berlino: dati
ProgettistaHans Scharoun · Ingegnere acustico: Lothar Cremer
Capienza2.440 posti · terrazze a "Weinberg"
Apertura15 ottobre 1963 · Karajan direttore
PosizioneKulturforum, Berlino Ovest · vicino al Muro
EreditàPrototipo per tutte le sale "vineyard" successive

L'eredità del Weinberg: le sale a vigneto

La Filarmonica di Scharoun ha fondato un tipo, la sala "a vigneto", che è diventata uno dei modelli principali delle sale da concerto costruite da allora. La Suntory Hall di Tokyo (1986), la Sala de Conciertos del Auditorio Nacional di Madrid (1988), la Walt Disney Concert Hall di Gehry a Los Angeles (2003), la Elbphilharmonie di Herzog & de Meuron ad Amburgo (2017) ne sono varianti. Non ne copiano la forma esterna, ma il principio: pubblico intorno all'orchestra, terrazze, acustica e architettura progettate insieme.

L'ironia è che le sale a vigneto non sono sempre acusticamente superiori alle shoe-box tradizionali. La Concertgebouw di Amsterdam (1888) — una shoe-box — è ancora considerata acusticamente tra le prime al mondo. L'acustica dipende dalla geometria precisa, dai materiali, dal volume, dalla posizione degli elementi riflettenti — non solo dalla disposizione del pubblico. Scharoun ha risolto meglio il problema di una sala senza posti di serie B che quello dell'acustica pura. Ma ha cambiato per sempre il modo di pensare il rapporto tra musica e architettura.

Il Kulturforum e l'urbanistica del dopoguerra

La Filarmonica di Berlino fa parte del Kulturforum — un complesso di istituzioni culturali nella Berlino Ovest del dopoguerra. La Filarmonica è affiancata dalla Biblioteca di Stato (Scharoun, 1978), dalla Neue Nationalgalerie di Mies van der Rohe (1968), dalla Gemäldegalerie (Hilmer e Sattler, 1998). Edifici straordinari, che però non fanno città: tra l'uno e l'altro restano spazi vuoti, senza vita urbana. Costruire istituzioni culturali isolate per rimpiazzare un centro perduto produce isole, non tessuto. E la Filarmonica stessa, da fuori, sfugge a ogni stile: non ha una facciata principale. È un edificio fatto più per essere ascoltato che guardato.

«Scharoun mette il pubblico intorno all'orchestra, non davanti. È la differenza tra un'assemblea e una conferenza, tra partecipare e assistere. Nella Filarmonica nessun posto è privilegiato e nessuno è ai margini.»