Gian Lorenzo Bernini riceve l'incarico di Piazza San Pietro nel 1656 da Papa Alessandro VII. Ha cinquantasei anni, è al culmine della sua carriera, è appena uscito da un momento difficile: il campanile che aveva aggiunto alla facciata di San Pietro sotto Innocenzo X era stato demolito per problemi strutturali — umiliazione professionale di primissimo ordine. Alessandro VII, che è Fabio Chigi e conosceva Bernini da prima di diventare papa, lo riabilita affidandogli il progetto più ambizioso della Roma barocca: il sagrato di San Pietro.

Il problema che Bernini deve risolvere è concreto. La basilica di San Pietro — con la facciata di Maderno (1614) e la cupola di Michelangelo — ha un rapporto sbagliato tra larghezza e altezza: la facciata è troppo larga, e quando ci si avvicina, la cupola scompare dietro di essa. Chiunque arrivi a San Pietro dalla Via della Conciliazione (che all'epoca non esisteva — c'era il Borgo, il quartiere medievale) non vedeva la cupola che avrebbe dovuto dominare l'insieme. Il sagrato non era definito: era semplicemente lo spazio vuoto davanti alla facciata.

La forma ovale

Bernini propone un colonnato ovale — non circolare, non rettangolare. L'ovale ha due fuochi: i punti esatti da cui tutte le colonne del colonnato si "riducono" a una sola, dando l'impressione di un muro continuo invece di un colonnato aperto. Bernini li marca sul pavimento della piazza con due lastre di pietra ("da questi punti si vede l'ordine"). L'effetto è quello di un'illusione ottica deliberata: dalla posizione giusta, le quattro file di colonne si sovrappongono perfettamente e sembrano una singola colonna.

L'ovale ha anche la funzione di allargare la piazza senza allontanarla troppo dalla facciata. Un rettangolo della stessa lunghezza avrebbe avuto proporzioni difficili da gestire. L'ovale è la forma che massimizza la capienza (una folla di 300.000 persone, stima moderna delle grandi cerimonie papali) e minimizza la distanza percepita dall'osservatore fino alla facciata.

Piazza San Pietro — dati
ProgettistaGian Lorenzo Bernini · 1656–1667
Colonne284 colonne + 88 pilastri · ordine dorico
Statue sul colonnato140 santi
Dimensioni piazza ovale240 × 196 m
Obelisco centraleEgizio · Caligola · eretto da Sisto V nel 1586

Il problema che Bernini non risolve

Il progetto originale di Bernini prevedeva un terzo braccio del colonnato — una sezione retta che chiudeva il lato aperto verso la città e creava un ingresso monumentale alla piazza. Questo terzo braccio non fu mai costruito: mancavano i fondi, e Alessandro VII morì nel 1667 prima che si potesse completare l'opera. Il risultato è una piazza che dal basso non si legge come ovale — appare aperta verso Via della Conciliazione. Solo dall'alto, dalla cupola o da una fotografia aerea, si capisce la forma.

Bernini aveva previsto questa lettura: la piazza doveva essere scoperta arrivando dal Borgo, attraversando il terzo braccio, e poi "esplodere" nell'ovale. Senza il terzo braccio, questo effetto drammatico di compressione-espansione non c'è. La demolizione del Borgo nel 1937 per costruire Via della Conciliazione — voluta da Mussolini per un asse visivo diretto dalla piazza al Tevere — ha poi definitivamente cancellato la sequenza spaziale che Bernini aveva in mente.

«Bernini dice che il colonnato "abbraccia" i fedeli. È vero — ma è anche una correzione ottica: nasconde la larghezza eccessiva della facciata e restituisce la cupola al suo posto. L'architettura barocca non separa il significato simbolico dalla soluzione tecnica: li sovrappone deliberatamente.»

I 140 santi e la corte del colonnato

Il colonnato è sormontato da 140 statue di santi — una fila continua di figure che percorre l'intera estensione dei bracci ovale. Non sono santi scelti a caso: rappresentano i santi dei Paesi cattolici del mondo, con una distribuzione geografica che riflette l'ambizione universale del papato barocco. Ogni statua è alta circa 3 metri. Sono visibili solo di lontano o salendo sulla terrazza del colonnato. Il visitatore che cammina attraverso il colonnato non le vede sopra di sé — le sente come presenza.

La terrazza del colonnato è percorribile — ci si accede da una scaletta interna all'estremità nord. È uno dei punti di vista più straordinari di Roma: si cammina sopra le colonne, tra le statue dei santi, con la cupola di Michelangelo davanti e la città di Roma dietro. È uno spazio che quasi nessun turista vede — perché non è indicato nei dépliant e non è incluso nel percorso standard. Ma è forse lo spazio più architettonicamente interessante di San Pietro, perché mostra come Bernini ha gestito il passaggio tra la struttura trabeata del colonnato e la balaustra con le statue.

Il baldacchino e la continuità trentennale

Il baldacchino di bronzo sotto la cupola — completato da Bernini nel 1634, ventidue anni prima del colonnato — è il suo primo grande lavoro a San Pietro. Alto 29 metri, interamente in bronzo (il bronzo del Pantheon, secondo la leggenda: Pasquino commentò "quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini", quello che non fecero i barbari lo fecero i Barberini, patroni di Bernini). Il baldacchino è sopra la tomba di Pietro, sotto la cupola di Michelangelo, sopra l'altare maggiore. È il centro fisico e simbolico della basilica. Il colonnato del sagrato allinea il proprio asse con il baldacchino: è tutto un progetto unico che abbraccia tre decenni di lavoro di un solo artista — qualcosa che non succederà mai più nella storia dell'architettura a San Pietro.