Massa Lombarda, provincia di Ravenna, aprile 2021. In un campo alla periferia del paese, due bracci robotici sincronizzati girano per giorni, deponendo un cordolo continuo di terra cruda mescolata a paglia di riso, strato dopo strato, come un vasaio che costruisce un vaso enorme. Alla fine del processo, senza un solo mattone posato a mano, sono nate due cupole collegate, alte poco più di quattro metri: TECLA, la prima casa al mondo stampata in 3D interamente con terra locale. L'ha progettata Mario Cucinella, insieme all'azienda di stampanti 3D WASP, e per lui è la conferma tarda di un'idea che insegue da trent'anni: l'architettura sostenibile non è un accessorio aggiunto a un edificio, è la domanda da cui l'edificio deve partire.
Da Palermo a Parigi, passando per Piano
Cucinella nasce a Palermo nel 1960 e si laurea all'Università di Genova nel 1983. Dal 1987 al 1992 lavora nello studio di Renzo Piano, prima a Genova e poi nella sede parigina, un'esperienza che lo forma su cantieri di scala internazionale e su un approccio in cui tecnologia e ambiente si progettano insieme, non in sequenza. Nel 1992 apre a Parigi il proprio studio, Mario Cucinella Architects, che poi trasferisce a Bologna, dove ha oggi la sede principale. Nel 2015 fonda a Bologna la SOS - School of Sustainability, una scuola indipendente e gratuita di formazione post-laurea sulla progettazione sostenibile, segno di un impegno che per Cucinella non è mai stato solo professionale ma anche divulgativo.
Uno dei primi progetti a portargli notorietà internazionale è il Sino-Italian Ecological and Energy Efficient Building (SIEEB), sul campus della Tsinghua University a Pechino, completato nel 2006: un edificio per uffici e ricerca che riduce i consumi energetici del 65% rispetto a un edificio equivalente costruito con gli standard cinesi dell'epoca, grazie a una doppia pelle di vetro che fa da cuscinetto termico, frangisole orientabili e un sistema di ventilazione naturale assistita. È uno dei primi grandi edifici a energia integrata realizzati in Cina da uno studio occidentale, e diventa un caso di studio per la cooperazione italo-cinese sulla ricerca ambientale.
Una chiesa nata da un terremoto
Il 26 settembre 1997 un terremoto colpisce l'Umbria e le Marche, danneggiando gravemente la chiesa di San Giacomo Apostolo a Foligno. Cucinella vince il concorso per la ricostruzione con un progetto che non replica l'edificio storico, ma reinterpreta l'idea di rifugio: un volume compatto in cemento armato, protetto da un involucro esterno in doghe di legno che si apre e si chiude come un filtro tra dentro e fuori, con un impianto geotermico per il riscaldamento e il raffrescamento e un sistema di ombreggiamento naturale studiato sul percorso del sole locale. Completata nel 2009, la chiesa diventa un caso citato spesso per mostrare che un edificio religioso, tradizionalmente il più conservatore nei materiali, può essere anche un laboratorio di tecnologie ambientali.
In Africa, il progetto One Airport Square ad Accra, in Ghana (2017), affronta il problema opposto: come raffrescare un edificio per uffici in un clima tropicale umido senza affidarsi solo all'aria condizionata. La torre ha una doppia facciata perforata, in blocchi di cemento traforati ispirati ai motivi decorativi tradizionali dell'Africa occidentale, che fa ombra alle vetrate e lascia passare l'aria, riducendo il carico degli impianti meccanici. È uno dei primi grandi edifici per uffici certificati EDGE (Excellence in Design for Greater Efficiencies) in Africa occidentale.
Costruire con la terra sotto i piedi
TECLA (il nome unisce «tecnologia» e «argilla») nasce da una domanda pratica quanto radicale: si può costruire una casa usando solo il materiale che si trova nel sito, senza trasportare cemento, acciaio o laterizi da fabbriche lontane? Cucinella disegna la forma — due cupole collegate, ispirate ai nidi di alcuni insetti e agli antichi forni per la ceramica — e WASP fornisce la tecnologia di stampa: due bracci stampanti Crane WASP sincronizzati che depositano la terra cruda locale, mescolata con paglia di riso per dare resistenza, in strati continui, coordinati da un software che ottimizza i movimenti dei due bracci ed evita collisioni tra loro. Il cantiere dura circa 200 ore di stampa effettiva, distribuite su alcune settimane, e il risultato è una casa a zero emissioni di trasporto per i materiali strutturali, teoricamente replicabile in quasi ogni luogo del mondo con la terra giusta sotto i piedi.
Il primo grattacielo
Nel 2024 Cucinella completa a Milano, nel quartiere di Porta Nuova, il proprio primo grattacielo: la Torre Unipol, sede del gruppo assicurativo bolognese, alta 124 metri su ventitré piani. Costruita tra il 2017 e il 2023, ha una pianta ellittica avvolta da una doppia pelle di vetro, con un'intercapedine ventilata che riduce il fabbisogno di climatizzazione facendo circolare l'aria tra i due strati come in un albero che scambia calore con l'ambiente circostante. Una struttura a rete in acciaio, visibile in facciata, disegna un motivo a losanghe che ricorda un nido, e integra i sistemi di ombreggiamento senza bisogno di frangisole aggiuntivi.
È il progetto con cui il suo studio, fondato a Parigi nel 1992 e cresciuto per trent'anni soprattutto su scuole, musei e uffici di dimensioni contenute, misura per la prima volta i propri principi — clima locale, doppia pelle, riduzione dei consumi — sulla scala di un grattacielo vero. La torre resta comunque un'eccezione nella produzione di Cucinella, che continua a considerare la riqualificazione di edifici esistenti, più che le nuove costruzioni verticali, la strada più efficace per ridurre l'impatto ambientale dell'architettura: un principio che ribadisce ogni anno agli allievi della sua SOS - School of Sustainability, fondata a Bologna nel 2015 per formare professionisti su un approccio alla sostenibilità che non si limiti alle certificazioni energetiche ma consideri l'intero ciclo di vita di un edificio.