Il 3 agosto 1830 si apre a Berlino, sul Lustgarten di fronte al palazzo reale, l'Altes Museum. Dall'esterno è un lungo tempio: diciotto colonne ioniche su un basamento, una scalinata larga quanto tutta la facciata. Dentro, dietro il colonnato, il visitatore trova una rotonda coperta da una cupola a cassettoni, ispirata al Pantheon di Roma, e ai due lati due grandi scaloni da cui si guarda, attraverso le colonne, la piazza. È il primo museo pubblico prussiano e uno dei primi in Europa progettati fin dall'inizio come museo. Il suo autore è Karl Friedrich Schinkel (1781–1841).
Schinkel nasce a Neuruppin e si forma a Berlino con Friedrich Gilly, morto giovane, i cui disegni per un monumento a Federico il Grande lo segnano. Dopo un viaggio in Italia nel 1803–05 lavora come pittore di panorami e scenografo, e progetta le scene per il Flauto magico (1816), con il celebre cielo stellato della Regina della Notte. Quando la Prussia, dopo la sconfitta di Napoleone, ha bisogno di dare al proprio Stato un volto, lo nominano responsabile delle costruzioni pubbliche. In vent'anni disegna la Neue Wache (1816–18), il Teatro (Schauspielhaus, 1818–21), l'Altes Museum, chiese, ponti, palazzi.
Il museo come istituzione
Prima di Schinkel le collezioni reali si visitano nei palazzi. L'Altes Museum inventa un tipo: un edificio pubblico dedicato all'arte, con un percorso chiaro (ingresso, rotonda, sale, scaloni), pensato per l'educazione dei cittadini più che per il piacere del principe. La rotonda centrale, con statue antiche disposte sotto la cupola, funziona da vestibolo solenne, uno spazio che prepara la visita. Il modello è così efficace che sarà ripreso, nel corso dell'Ottocento, da musei in tutta Europa e in America.
La Bauakademie: il mattone come struttura
La sua opera più radicale è meno conosciuta. Tra il 1832 e il 1836 Schinkel costruisce a Berlino la Bauakademie, la scuola di architettura prussiana: un cubo di mattoni rossi a quattro lati uguali, con finestre disposte in una griglia regolare e semplici fregi di terracotta. Non c'è portico, non c'è colonna. La facciata mostra la struttura: i pilastri, le campate, le finestre. Schinkel dichiara di voler realizzare un edificio in cui ogni elemento abbia un significato costruttivo. I modernisti del Novecento lo leggeranno come un precursore, e non a torto: la logica di un edificio modulare, ripetitivo, onesto sui materiali, è già tutta lì.
La Bauakademie subisce i danni della guerra e viene demolita nel 1962 dal governo della Germania Est per fare posto a un edificio ministeriale. Da allora la sua ricostruzione è un tema ricorrente del dibattito berlinese: un modello della facciata è stato montato nel 1990, e negli anni recenti il governo federale ha finanziato un progetto di ricostruzione. Il problema non è tecnico ma teorico, ed è lo stesso del Neues Museum: si ricostruisce ciò che è stato distrutto, oppure si accetta la perdita?